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venerdì 23 maggio 2014

I PRIMI 3 ANNI del TRENTENNIO che ha DEVASTATO l’ITALIA (1915 – 1945)

Questo periodo storico è convenzionalmente diviso in due tempi (Ia Guerra Mondiale e IIa Guerra Mondiale, diciamo, per comodità di comunicazione; anche se, in un’ottica più ampia, va tenuto conto che la Ia Guerra Mondiale, per il resto del Mondo, ebbe inizio il 23 luglio 1914, con l’attentato di Sarajevo; mentre la IIa Guerra Mondiale finì progressivamente, in Italia, in Europa, nell’Aprile – Maggio 1945, e, definitivamente, nel Pacifico, il 15 Agosto del ’45, con la resa del Giappone). In realtà, per quanto riguarda l’Italia si è trattato di un’unica FORCA CAUDINA, che ha sfibrato e polverizzato la CONSISTENZA POLITICA del nostro PAESE; per cui, pur essendo esso caratterizzato, come sempre è stato caratterizzato, da grande LABORIOSITA’ e CAPACITA’ d’IMPRESA, non ha mai più recuperato quell’enorme perdita e, a tutt’oggi, ha una VALENZA IRRILEVANTE nel PANORAMA INTERNAZIONALE. I PRIMI 3 ANNI (1915 – 1918), che nella nostra pubblicistica, vengono riassunti come “PARTECIPAZIONE ITALIANA alla PRIMA GUERRA MONDIALE” ma che, in realtà, raffigurano la PARTECIPAZIONE ITALIANA ai primi passi della ROVINA di quello che sarebbe stato il Paese più bello e interessante del Mondo, se i suoi stessi abitanti non lo avessero MASSACRATO, sono stati DETERMINANTI, e può, tranquillamente, affermarsi che tutto quel che segue trova in essi, in quei tre anni, fertili RADICI: Le rovinose e anacronistiche guerre coloniali, il Fascismo, la sconfitta nella IIa Guerra Mondiale, gli eccidi e i crimini di guerra, commessi con pari ferocia e vastità da noi e contro di noi, la guerra civile, l’”americanizzazione forzata” del nostro Paese, incapace di esprimere una propria identità, progressivamente da Sud verso Nord, il malaffare, la soggezione al Vaticano ecc. sono DIRETTI DERIVATI di quel triennio, e ancora oggi, anzi forse con maggiore presa oggi (ma auspicabilmente, proprio per questo, in modo, per così dire, TERMINALE), AVVELENANO tutti e il FUTURO dell’Italia e dei giovani. Il 24 MAGGIO prossimo ricorrerà il 99° anniversario dell’entrata in guerra dell’ITALIA (dopo aver già cambiato casacca); già sento venticelli di FESTEGGIAMENTI, ma quando ci spaccheranno letteralmente i marroni a baionettate, con la RETORICA di quella bufala che fu, per l’Italia, la Ia Guerra Mondiale, sarà l’anno prossimo: CENTESIMO ANNIVERSARIO. Già intravedo film e fiction… il Piave, Redipuglia e compagnia cantante… celebrativi: di che cosa? 3 ANNI di esaltazione postuma, quando (grazie ad altri e, in particolare, agli Anglo-americani) la GUERRA fu, per i nostri “alleati”, vinta; e, per noi “risultò” VINTA; 3 ANNI di grande VERGOGNA, per i giri di valzer che avevano caratterizzato la CLASSE POLITICA DIRIGENTE ITALIANA, le brutture, l’incapacità, e l’ottusaggine che avevano comportato inutili e, con un minimo di saggezza, evitabili MASSACRI di militari e civili; la successiva impreparazione e vanità nella gestione del periodo postbellico (che avrebbe dovuto, comunque, essere favorevole per noi), a loro volta figlie degli obbrobri di prima. In definitiva, la Ia Guerra Mondiale non è stata altro che il PRIMO TEMPO, poi però c’è stato l’INEVITABILE (probabilmente) tragico DEFINITIVO SECONDO TEMPO, consistente nella IIa Guerra Mondiale. L’origine di TUTTI i NOSTRI GUAI, col picco nel “fascismo”. Questa è la situazione. Come si fa a inneggiare, brindare e festeggiare con la fanfara, per la VITTORIA del primo tempo, con uno scarso e stentato 1 a ZERO (in mezzo a oceanici bagni di sangue italiano, che sono stati, ignobilmente voluti da un’INSULSA CLASSE DIRIGENTE); quando poi il II° TEMPO l’abbiamo DEFINITIVAMENTE perso 43 a 1 (e poteva andare anche peggio), come è ben noto (ORMAI, che un po’ di chiarezza FATICOSAMENTE s’è fatta, non ci si può più nascondere nemmeno dietro il “solito” dito del “non sapevo”)? Tutti quelli della mia generazione ricorderanno quando a scuola, ci prendevano per il culo (e in gran parte ancora adesso lo fanno), facendo finire il PROGRAMMA col “15/18” e poi… “siamo ai nostri giorni”, dicevano, e noi, con la bocca aperta e il cervello chiuso, annuivamo. Aveva ragione Curzio Malaparte, vincere una guerra è facile, il DIFFICILE è PERDERLA. Che si fa, allora? Si chiudono tutti e due gli occhi perché tanto il POPOLO BUE si abbevera a qualsiasi pisciatoio? Però non è il massimo della vita! E con quali intenzioni, poi? Veramente ci siamo rincoglioniti tutti a ‘sto punto? Capirei se fosse l’occasione per SBATTERE la VERITA’ STORICA alla RIBALTA dell’evidenza, facendo vedere QUALI PORCATE furono alla base e furono commesse durante il conflitto, e quali GRAVISSIME e DETESTABILI CONSEGUENZE ci furono; ma non credo proprio, perché siamo pur sempre in Italia (“Italiani, brava gente?” Del Boca docet) e poi… per dire questo, e cioè LA VERITA’, non è necessario attendere nessun ANNIVERSARIO. Dalle celebrazioni, anche scenografiche, mi aspetto la solita crocerossina che muore col tricolore in mano; la quale, povera crista, in un ultimo anelito, dà la colpa “al nemico”, non sapendo che i veri responsabili della sua morte stanno nello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, a salire; e così via. Nel tentativo, per quanto disperato, di evitare quest’ennesima EVIDENZIAZIONE dell’ITALIANITA’ NEGATIVA, ritengo assolutamente DOVEROSO (parlo dal mio punto di vista, senza pretendere di dare lezioni a nessuno), SVILIRE e DENIGRARE il più possibile, l’atteggiamento e la partecipazione dell’Italia alla Ia Guerra Mondiale, e tutto ciò che a questo si richiami, e pretenda di farne oggetto di nobili valori e di gloria, in tutte le occasioni pubbliche e private, i commenti, i dibattiti, con convinzione e continuità. E’ necessario, invece, che emerga una più cruda e realistica ricostruzione storica degli eventi. Come cittadino italiano, QUESTA sì, mi pare opera di VERITA’ e di CIVILTA’; ristabilire come stanno le cose, senza paura, senza reticenze e senza enfasi, nel nostro squinternato Paese, perché si vada davvero verso un FUTURO che valga la pena di vivere, per noi e per le giovani generazioni. Chi leggerà la STORIA di quel TRENTENNIO che va dal 1915 al 1945, nel nostro Paese, e soprattutto dei primi 3 ANNI, con mente sgombra e onestà intellettuale, VEDRA’ chiaramente che BOLLA di SAPONE inquietante e torva fu per l’ITALIA la PRIMA GUERRA MONDIALE (da noi convenzionalmente dichiarata come “vinta”); non potrà fare a meno, conseguentemente di CONTRAPPORSI in ogni ambito e in ogni caso, al RACCONTO, alla RAPPRESENTAZIONE, all’ENUNCIAZIONE in chiave positiva, di quel periodo NERO, viscidamente e camaleonticamente camuffato e spacciato come BIANCO e SOLARE. A meno che… non si dichiari DISCEPOLO del nostro beneamato Antonio RAZZI, o almeno Domenico SCILIPOTI, a loro volta (SEMBRA INCREDIBILE) prodotti DOC della nostra Storia; in essa ricompresi, naturalmente, il succo e il senso di quella Storia e di quel periodo.

martedì 20 novembre 2012

DAI NOSTRI CORRISPONDENTI sulla FACCENDA SPINELLI

Qui RADIO Telespio e lì? . Versioni divergenti nella faccenda Spinelli! . I malfattori della banda denominata “Mi-avvalgo-della-facoltà-di-non-rispondere”, secondo fonti accreditate, ma dopo le rivelazioni, addebitate agli Italiani, non hanno parlato, ma si sono messi tutti a cantare come canarini incardellati. Ad ogni modo sembrerebbe che ci sono anche intercettazioni telefoniche disposte in via preventiva dalla signora Boccassini ed eseguite dalla signora Pagano, provvisoriamente applicata al Ministero, dove risultano due voci: Prima voce: “Uè ragazzi, ci avete fatto prendere uno spavento! Sono così contento che… guarda… vi regalo 8 milioni di euro, cribbio!” Seconda voce “ vabbe’… ma dovremmo avere almeno 24/36 ore di tempo per mettere al sicuro il malloppo!”. “D’accordo… d’accordo… dirò allo Spinelli di fare la denunzia tra 24/36 ore!” “E che gli sghei siano buoni mi raccomando! Niente patacche.” “Ma vi pare?” . Ma ecco che, all’improvviso, nell’intricata vicenda, si è intrufolata anche RADIO Telecanto, che, ci ha tenuto a precisare che, avendo specifica competenza in materia, deve rettificare che i lestofanti cantavano come usignoli e non come canarini incardellati. Inoltre secondo le sue fonti accreditate, a questo punto a loro volta addebitate agli italiani, ci sarebbero state intercettazioni ambientali, eseguite da un certo signor De Martino, dal contenuto assolutamente diverso: . Prima voce: “Se non tira fuori la grana, sgozziamo Spinelli!” Telefono in vivavoce: “No! No! Gli voglio bene come ad un padre!” “Ma se potrebbe essere suo figlio!” “Diciamo un fratello!” “Allora?” “Quanto volete?” “8 milioni, 24/36 ore di tempo prima di fare la denunzia per darci il tempo di spedire la sbobbazza alle Cayman, e niente scherzi! Se i soldi risulteranno falsi li sgozziamo tutti e due. Promessa da parte nostra bacin bacetto su dita incrociate di non fare parola su tutta la vicenda, e voi ve beccate ‘na chiavetta usb farlocca e dite che ve l’abbiamo ammollata per ottenere un riscatto, ma voi volponi ghedinizzati non ci siete cascati e ci avete dato un tubo in un occhio perché non avevamo in mano niente. Vogliamo proprio sentire questa frase, come segnale.” “Tutto accordato pur di salvare il buon Giuseppe”. Pianti di commozione e di affetto nel sottofondo. . Ora, quale sarà l’Emittente che ha fatto lo scoop e quella che, invece, che ha fatto un flop? . Beh… chi più di Sua Emittenza potrebbe dirci la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, come è suo costume?

domenica 14 ottobre 2012

MESSAGGIO

Lancio un messaggio nell’universo cosmico o un sasso (col messaggio appallottolato intorno) in piccionaia: vorrei conoscere Gaetano Di Vaio e Peppe Lanzetta. Referenze: NAPOLI. Contatti: "Alberto Liguoro" su Google - email: albertoliguoro@libero.it

martedì 4 maggio 2010

lunedì 21 dicembre 2009

DA UN BLOG AD UN ALTRO


Con il finire dell’anno 2009 questo blog è giunto al termine. La nave è in porto.
Però rimarrà memorabile; è stata una grande esperienza, della quale devo a mia figlia Sabrina, più di ogni altra persona, la scoperta, e la ringrazio per questo.
Non me ne allontanerò più anche in futuro,nello stesso modo, in una collocazione diversa, perché poi diventa un modo di essere, come uscire per strada con i vestiti adatti, andare ad un concerto o ad un convegno e così via.
A proposito ho scoperto che il mio modo di esprimermi è EURISTICO, perché ho scoperto il significato di questa parola. Ne sono contento (sia della scoperta che della autoattribuzione).
Ma questo non c’entra niente.
Anzi è, probabilmente, una prova in più che questo blog ormai ha detto la sua, ha detto tutto quello che fino ad ora c’era nella mia testa da dire; la nave può andare in disarmo.
Ho stampato tutti i post di questo blog e l’indice finale, basterebbe rilegare il tutto per tirarne fuori un interessante volumetto. E non è detto che prima o poi non lo faccia… anzi credo proprio che sicuramente si farà! L’atto finale della rottamazione – il ricordo in bacheca.
Dal prossimo anno, in concomitanza con la mia riconversione professionale che passa da prevalentemente forense a prevalentemente letteraria [La poesia non c’entra. E’ un’altra cosa. Si può essere poeti (artisti di base diciamo) anche facendo l’avvocato, il sarto, impagliando sedie o altro] il mio nuovo blog sarà ANLILUCL (Anna – Liam – Luca – Clara) http://www.anlilucl.blogspot.com/
Spero che svolga lo stesso piacevole, e comunque pungente e brioso, percorso di questo.
Stamo a vede’. Arrivederci sul nuovo blog.

venerdì 18 dicembre 2009

2009 - 2010 fermiamoci un po'

A tutti buon Natale e felice Anno Nuovo

giovedì 17 dicembre 2009

ESEMPI DI STATI LATINI

Esempio di Stato latino che funziona:
Napoleone III nel 1857 decise di premiare i 405 mila soldati ancora viventi, veterani delle campagne napoleoniche, a qualsiasi nazione appartenessero (francesi, belgi, danesi, irlandesi, italiani, tra cui il valoroso Pietro Bartolomeo ISOLABELLA ecc.) conferendo loro una nuova onorificenza, quale segno che lo Stato è attento a coloro che l’hanno servito o ancora lo servono, ed è ad essi vicino e grato:
la MEDAGLIA DI SANT’ELENA con un attestato sul quale, in modo tra l’altro assolutamente poetico, è scritto:

Napoléon Ier à ses compagnons de gloire sa derniere pensée.
S.te Hélène 5 MAI 1821


Esempio di Stato latino che non funziona:
9 settembre 1943 - Vittorio Emanuele III e il ma.llo Badoglio fuggono da Pescara alla volta di Brindisi lasciando gli italiani allo sbando, nello sconforto e nel caos più assoluto.
Un segno questo, destinato più volte a manifestarsi ulteriormente, fino ai nostri giorni, che lo Stato, tutto sommato, se ne fotte del popolo.
In compenso, peraltro, neanche pretende, in concreto, fedeltà assoluta.
MA CHE BELLA STORIA E CHE BELL'INSEGNAMENTO PER LE FUTURE GENERAZIONI!

martedì 15 dicembre 2009

Noi siamo più bravi degli altri

All'insegna di "noi siamo più bravi degli altri" ecco a voi il desolante panorama della vita politica italiana, della vita pubblica, della vita culturale, della vita sociale e morale, della giustizia, dell'informazione, del senso civico.
Come andrà a finire?

PRIMO TEMPO - "poema Italia" in a questo punto - poesie visive - Ed. Libroitaliano World RAGUSA 2007 - ISBN 978-88-7865-494-5
SECONDO TEMPO - "i valori dell'Italia" in poesie - DVD più libro con Dalila Liguoro - Ed.ISMECA Bologna 2008 - ISBN 978-88-89668-60-3
TERZO TEMPO - prossimamente in libreria EUREKA

s u s p e n s e
ciao a tutti

lunedì 14 dicembre 2009

right or wrong it's my country

L'atto di aggressione al Capo del Governo Italiano Silvio Berlusconi è assolutamente criminale, irresponsabile e assurdo.
Su questo punto non vi è null'altro da aggiungere.
La Giustizia, si spera, farà regolarmente il suo corso.
Gli italiani hanno da aggiungere questa ad altre lezioni e mazzate subite sulla via di una più consistente presa di coscienza civile che, ci auguriamo, presto sarà raggiunta.
Al Presidente del Consiglio i più vivi auguri di una pronta guarigione.

sabato 12 dicembre 2009

RETTIFICHE

Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione e Primo Presidente della Corte di Cassazione non sono Vitaliano Esposito e Vincenzo Carbone.
Procuratore Generale è Gaspare Spatuzza e Presidente della Cassazione? Diamine... Filippo Graviano! Non più tardi di ieri ha tenuto in sospeso millenni di Civiltà Giuridica, gli Ulpiano, i Gaio e i Papiniano, per non parlare di Giustiniano, i grandi giuristi e Principi del Foro contemporanei, l'intero Ordinamento Giuridico italiano, legati al filo di un suo "sì" o "no".
E lui se ne è accorto. Chi ha visto le riprese televisive dell'udienza avrà notato che c'è stato qualche attimo di suspense prima che desse la ormai famigerata risposta.
Uuuuh... che sospiro di sollievo!
E meno male che la Stampa Italiana ci tiene aggiornati.
E i bravi detective che fine hanno fatto?
I bravi detective erano quelli che una volta facevano delle buone indagini.
Roba d'altri tempi. Tutto superato, fuori moda.
Ma non c'è nulla di cui scandalizzarsi. E' questione di parole d'ordine.
Una volta le parole d'ordine erano: coscienza professionale, soddisfazione nella ricerca della soluzione di un caso, preparazione, aggiornamento, collegamenti, carriera perché no!
Le parole d'ordine di oggi sono: poco lavoro, molta televisione, dare in pasto all'audience quello che vuole, massimo risultato ottenibile col minimo sforzo, occhio al salto della quaglia in politica o, acquisita una certa notorietà, all'editoria disposta a pubblicare scoop, memorie, biografie e quant'altro.
E le parole d'ordine sono parole d'ordine perbacco!

venerdì 11 dicembre 2009

CASI STORICI: "Tortora" ad esempio

.
Nato sull'onda del grido di dolore "mai più un caso Tortora in Italia", da quando è in funzione (si fa per dire) il nuovo codice di procedura penale, in Italia non c'è più un caso Tortora. Ce ne saranno almeno 500.000... al diritto e al rovescio... cioè non colpevoli sbattuti in galera e criminali lasciati in libertà.
Qualcuno farà qualcosa prima o poi?

BLOCK NOTES


IN LIBRERIA

UN COMMISSARIO SCOMODO
di Ennio Di Francesco
Sandro Teti Editore
con testimonianze di Norberto Bobbio e Gino Giugni

da non perdere

giovedì 10 dicembre 2009

AGENDA

* cose da fare
prenotare in libreria
RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI
il nuovo romanzo di Alberto Liguoro; potrai riceverlo in due o tre giorni, facendo riferimento al codice
ISBN 978-88-517-1559-5.
oppure puoi richiederlo all'indirizzo e-mail albertoliguoro@libero.it
E’ come una navicella spaziale diretta nello spazio/tempo tra varie meteoriti, i tuoi sogni, i tuoi incubi, le tue realtà, le tue paure e le tue speranze, non dimenticare di prenotare il tuo posto nella cabina di comando.

lunedì 30 novembre 2009

L'AMICIZIA

(ma vale anche per analoghi sentimenti parentali, di colleganza, di militanza, l’amore, con diverse peculiarità) non si può obiettivizzare.
Mi spiego: certo non può essere ridotta a caricatura accettando tutto ciò che fa un amico, acriticamente, senza neanche porsi il problema, come in certi b-movies, o enfatizzata (il che finisce con l’essere poi la stessa cosa) con lirismi e assolo che, proprio per questo, non hanno nulla a che vedere con il comunicare, essere amici; ugualmente non si può sposare qualsiasi nefandezza di un amico, come avviene nella mafia, salvo al eliminare l’altro in presenza di mutate condizioni, o giustificare tutto, come nel terrorismo, salvo a dissociarsi e pentirsi e proporsi così come eroi solitari, arrovellati in interiori sofferenze; tanto meno si può ora aderire a discutibili scelte di un amico, ora dissociarsi in base a calcoli utilitaristici ed auto promozionali.
Tolto tutto questo, non si può, peraltro, obiettivizzare l’amicizia, spogliandosi di qualsiasi sentimento o irrazionale trasporto e atteggiandosi, in vicende particolari richiedenti una presa di posizione, nei confronti dell’amico, come se fosse un estraneo.
Ciò è freddo, utopico e irrichiedibile.
Nel valutare l’operato in senso positivo o negativo di un amico, ci sarà sempre il condizionamento del rapporto affettivo esistente.
Si tenderà sempre ad ampliare le cose buone attinenti e smussare quelle cattive.
Nel valutare un torto, o presunto tale, subito da un amico, si sarà sempre più severi e speciosi che non rispetto ad un estraneo, per l’affetto che, al nostro amico, ci unisce.
Così è sempre stato (la storia, come la cronaca, la mitologia, la letteratura classica e moderna sono piene di esempi) e sempre sarà finché gli Uomini su questo Pianeta, nel bene e nel male, continueranno ad identificarsi come tali, e non si trasformeranno in robot o in belve.
L’importante è non debordare nell’eterogenesi dei fini, come direbbe un mio amico – siamo in tema, appunto, l’arricchimento dell’amicizia è anche questo - il paradosso che chiude il cerchio.

sabato 28 novembre 2009

LA PRIMA LINEA

(Sottotitolo: IL PUNTO DI VISTA DELL’ASSASSINO)

Il film l’ho visto.
Non c'è che dire! Sergio Segio über alles, Susanna Ronconi poi, altro che Giovanna Mezzogiorno, Giovanna d’Arco ci voleva! Anche il titolo del film, assolutamente inadeguato! Un altro ce ne voleva. Poi ve lo dico.
Ad ogni modo romanticismo a iosa, sentimentalismo a bizzeffe, da vomito qua e là, ma alla fine chi pagava?
Chi pagava tutte quelle armi, persino i giubbotti antiproiettile? E gli appartamentini affittati, e cibo e vitto, le autovetture, la costosissima clandestinità, per non parlare di protezioni e difese? (A parte la bufala di quei quattro schifi di espropri proletari con i quali non ci stavano dentro neanche le spese dell’esproprio stesso, e servivano solo a dare fumo negli occhi) E gli addestramenti, la preparazione militare? Tutta quella precisione e freddezza, da dove veniva, posto che quelli erano studenti, tutt’al più geometri o ragionieri, non certo figli d’arte?
E i contatti tra gli associati, le informazioni anche sulle mosse delle forze dell'ordine (qui c'era addirittura il collegamento radio), la scelta degli obbiettivi? Le strategie? Chi le decideva… i ribelli col ciuffo ribelle cheunsalutinoallamammapoinonmancamai? E non dimentichiamo i rituali… ma che fine ha fatto la scena di sesso Scamarcio/Mezzogiorno dopo l’omicidio Alessandrini? Tagliata? Inutile perbenismo dell’ultima ora perché non era quella la scena clou.
La scena clou era un’altra: quella dell’omicidio del giovane delatore. Addirittura la vendetta di stampo mafioso in nome del proletariato e del socialismo! Una trovata geniale.
Ma chi gliele insegnava tutte ‘ste cose a ‘sti qua? Boh!
Il senso degli anni della contestazione era nel tentativo e nella speranza di cambiare il Mondo, forse davvero si poteva cambiare il Mondo; il senso del terrorismo, dei c.d. "anni di piombo" viene fuori (involontariamente) dallo stesso film, quando il tormentato e tenebroso Riccardo (Scamarcio), per giustificare l'intenzione di dissociarsi, per far capire che finalmente, sia pure in ritardo, ha capito (ma che era un po' stupido questo?) dice, alla estatica Giovanna (questa era in trance, secondo me vedeva la Madonna), qualcosa come: " le forze reazionarie e fasciste si sono rafforzate, sono ora più potenti di prima e la classe operaia arretra" (la Produzione conferma: vedi, nei titoli di testa, i Potentati anche internazionali che hanno finanziato questo film - ma occorrevano poi tanti soldi? Scarso impatto... scarsa partecipazione di pubblico alla prima...). Ma il senso del film quale è? Boh!
Ecco questo certo avrebbe potuto essere il titolo del film, sì:

BOH

P.S. scusate la dimenticanza ma ora, dopo che questi eroi negativi, questi belli e impossibili si sono dati anche al volontariato (come giustamente non manca di ricordare il film)… magari il NOBEL mi pare esagerato, ma che so… l’ambrogino d’oro almeno glielo vogliamo dare?
Io firmo eh! Io firmo.

venerdì 27 novembre 2009

I "compagni che sbagliano" visti da Alessio Guzzano

(del quale mi meraviglio molto. "Guzz" o anche lo "spettatore che ce l'ha fatta" come qualcuno lo ha definito, era e resta tuttavia il mio critico cinematografico preferito. Non vado a vedere un film, si può dire, se c'è il suo pollice verso, e vedo viceversa tutti i film dove c'è il pollice in alto - anche se qui e là qualche smagliatura capita, è normale - al massimo, posso rischiare col pollice chiuso. Eppure la sua recensione di "LA PRIMA LINEA" su CITY se ne cade a pezzi da tutte le parti. Del film praticamente non si parla. Cmq un colpo al cerchio e un colpo alla botte, all'italiana, tanto per cambiare - inadatti loro? Distaccato lo staff! Sovvenzioni sì o/e no? Aria greve ben descritta? Sì ma con i "difetti di sempre"? Boh! E si vede, in definitiva, che deve portare acqua anche lui a qualche Gran Timoniere. Sono veramente deluso; dove è finito il graffiante ed ironico "me ne fotto e tiro avanti" stroncatore di miti e cariatidi e zattera di navigazione arrangiata ma sicura dello spettatore - spesso e via via sempre più - naufrago?)
Scusate la lunga parentesi ma solo in tal modo, tra un "apri" e "chiudi", potevo essere severamente critico verso il nostro, avendogli dedicato anche una poesia; e poi serve a spiegare:
Dunque il compagno che sbaglia Sergio Segio definisce il film "al guinzaglio dei famigliari delle vittime" (fonte A.Guzzano nella sua recensione); allora, scusate tanto, io so' un uomo della strada, voglio capi'! Non è lui che sbaglia. Sono gli altri! E' così o no?
Grazie assaje d'i spiegazioni e stateve bbuono.

domenica 22 novembre 2009

DIARIO DI BORDO

Aggiungi ai siti da visitare
www.ilgiornalieri.blogspot.com/
di Luigi Morsello

OCCHIO AL TILT...

Noto, soprattutto ultimamente, il nostro premier allampanato, teso, forzatamente attento, lo si vede bene, e proprio quando è più alta l'esposizione mediatica, incontri con Capi di Stato esteri, pubbliche manifestazioni, confronti con i sindacati o l'opposizione, interviste su scottanti argomenti di attualità, delicati atti di governo; così come si vede bene che fa sforzi immani per nascondere il suo reale stato d'animo, riuscendoci sì e no, lui che è maestro della comunicazione mediatica.
Allora mi chiedo: ma a che cosa sta pensando?
Ecco, ad esempio, quando parla con l'Emiro Arabo delle questioni petrolifere che interessano il Paese, o con i vertici dell'U.E. o dell'ONU delle forti ondate migratorie in atto, degli interventi sul problema del sottosviluppo in molti Paesi della Terra, o di quello che si dice il "villaggio globale", quando rassicura tutti che "le riforme si faranno" e, in ogni caso, "tutto va bene e nel migliore dei modi", in cuor suo a che cosa pensa?
Ai problemi della politica italiana (nonché europea e mondiale), a quelli della mediaset, ai suoi personali problemi giudiziari, a quelli familiari, a come gestire l'enorme ricchezza accumulata, a quanto gli costano gli avvocati (e le escort), al campionato di calcio? Boh! Mette tutte queste cose una dietro l'altra? Ma non manca il tempo?
O pensa contemporaneamente ad esse nell'insieme? Ma sono tante e tutte di grosso calibro... come si fa senza andare in tilt? Bisognerebbe chiederglielo... o forse è meglio non chiederglielo...

venerdì 20 novembre 2009

SPAGHETTI Killers

"Guai a quei Paesi che hanno bisogno di Eroi" diceva Bertold Brecht.
Se l'attuale andazzo del cinema italiano riflette il Paese, come sembrerebbe... vedi lo sciacallaggio commerciale sulle vittime del terrorismo dei c.d. "anni di piombo"... c'è da aggiungere "Guai peggiori a quei Paesi che sentono il bisogno di idolatrare gli Antieroi".
Su www.ilparlamentare.it giornale telematico diretto da Roberto Ormanni vedi l'articolo KNOW HOW.

mercoledì 18 novembre 2009

EVENTI CHOCK

Ma i signori del vertice della F.A.O. a Roma, che si è concluso con un nulla di fatto (buoni consigli su come evitare la fame) - come era, peraltro, ampiamente nelle previsioni - e quelli della conferenza sul clima di Copenhagen, che si è conclusa senza neanche iniziare (anche questo, più o meno, un copione già visto), sono migliori o peggiori del killer del video chock di Napoli?