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venerdì 12 dicembre 2008

MA CHE COSA SAPPIAMO NOI?

Tutti gli intervistati, nell'attuale momento di crisi generale: i licenziati, i costretti a chiudere o fallire, i rovinati, gli sfrattati, i buttati fuori dalle aziende che improvvisamente chiudono, i/le portavoci delle famiglie che non riescono più neanche a fare metà della spesa, ecc. dicono che se qualcuno avesse detto loro che sarebbe andata a finire così un giorno prima che succedesse, non gli avrebbero creduto. Gli avrebbero addirittura riso in faccia, o lo avrebbero liquidato con due battute.
Eppure tutto era in atto, tutto già da prima o molto prima bolliva in pentola, ovviamente.
Che cosa significa questo?
Significa che quello che apprendiamo quotidianamente dai giornali e telegiornali, servizi speciali e così via, è né più né meno che aria fritta; ogni cosa è già superata.
Ciò che realmente accade non lo sappiamo, non ce lo fanno sapere (a che scopo? Lodevole? - Evitare il panico - Esecrabile? - Aggiustarsi prima le cose loro ... di chi la comanda - Non è chiaro). Secondo me dovremmo sapere; vi pare accettabile che, se domani scoppia una guerra mondiale, caschiamo tutti dal pero e i mass-media, che avrebbero potuto informarci, almeno con qualche mese di anticipo, in modo approfondito e dettagliato, di ciò che stava preparandosi, il che - non può escludersi - avrebbe fatto sì che fosse scongiurato lo sciagurato evento, ci fanno sapere dopodomani che forse sta per accadere qualcosa di brutto da qualche parte?
In ogni caso dobbiamo tenere conto di quale è la situazione:
non sappiamo un accidente di ciò che realmente accade. La realtà ci piomba sistematicamente addosso da un momento all'altro, routinaria o eccezionale che sia.

martedì 9 dicembre 2008

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO




Può considerarsi che non sarebbe una pia bufala, questo slogan del Cavour se ci fossero statisti ferrati.
Su questo, evidentemente, si faceva affidamento, ai tempi; ma oggi, con i quaquaraqua che ci sono in giro, e non vedo un pelo di differenza tra Destra e Sinistra, l’unica preoccupazione è quella di “non far dispiacere il Santo Padre” cominciando dalla copertura delle pudende negli affreschi storici dei Palazzi di Stato.
E così è per l’aborto, per le unioni omosessuali (sul divorzio la Chiesa sembrerebbe aver fatto un po' marcia indietro - ma ce n'è voluto!), per il mantenimento artificiale in vita delle persone in coma profondo irreversibile, il Crocefisso sulle pareti negli Uffici Pubblici, quello che dovrebbe essere lo studio delle Religioni (e non “l’ora di Religione”) nelle scuole, la facoltà di dare il cognome materno alla prole, la consegna alla Giustizia Ordinaria dei preti pedofili , l'esclusione di qualsiasi controllo sulle attività speculative del Vaticano (IOR docet), l'acquiescenza dei media e delle Istituzioni circa i proclami altisonanti e il populismo di maniera della Santa Sede su umanitarismo generico, e l'assordante silenzio su fenomeni a dir poco raccapriccianti (il colera nello Zimbabwe, ad es. che miete centinaia, forse migliaia di vittime, oggi, nel XXI secolo) e così via.
Ora, quando è così per quelli che dovrebbero essere gli elementi caratterizzanti e irrinunciabili della personalità dello Stato, figuriamoci che accade per le questioni più specificamente attinenti alla funzione pubblica! Allora dov’è lo Stato quando bisogna affrontare la crisi economica, la crisi dei valori, le crisi istituzionali, la crisi della giustizia?
VEDI le Procure della Repubblica che si arrestano vicendevolmente, un solo uomo che tiene sotto scacco l’intero parlamento sull’apparato mediatico (ma potrebbe accadere altrettanto su altre questioni), la ventilata e mai attuata riduzione del numero di parlamentari, così come l’abrogazione di enti inutili e succhiasoldi (le Province ad es.), l’aumento inqualificabile di stipendi e prebende a parlamentari, portaborse ecc., e aggiunte di privilegi a privilegi, lo sfacelo della Pubblica Istruzione e dell’Università, i brogli nei concorsi, nelle consulenze e nei lavori pubblici, il rincorrersi di ricatti, corruttele e prostituzioni nell’informazione, nello spettacolo e nei più svariati apparati istituzionali, tanto da far rimpiangere la vecchia “raccomandazione”, le mancate dimissioni a go go da qualsiasi poltrona non sia poco poco sgangherata, dalle poltroncine alle sedie gestatorie (vedi Napoli… e poi muori) e incatenamenti vari, l’elefantiasi della Pubblica Amministrazione, e che dire di stipendi e liquidazioni da capogiro in un Paese dove TUTTI dicono “non si arriva a metà del mese”?
Parlo da cattolico osservante. Essere cattolici non significa riconoscere la legittimità in capo alla Chiesa né di ricchezze e potestà satrapesche rispetto al contesto generale dell'Umanità, né della sua oppressiva ingerenza negli affari interni degli Stati.
A proposito di libera Chiesa in libero Stato… che Dio ce la mandi buona!

mercoledì 3 dicembre 2008

L'IVA e MURDOCH

SUGGERIMENTI per Rupert Murdoch

Il de la Fayette delle sinistre italiane ha attualmente 77 ville, 17 barche, 7 aerei privati e una moglie di 70 anni più giovane di lui.
Ora che gli hanno aumentato l'IVA portandola al 20% come tutti i buoni cristiani, è depresso, ma può uscirne. Ha due possibilità:
Fare lo splendido ACCOLLANDOSI TUTTA LA MAGGIORAZIONE, ma forse non è richiedibile, perché scenderebbe così a 55 ville, 12 barche, 3 aerei privati e una moglie di 50 anni più giovane (una vera débacle).
In alternativa potrebbe DIMINUIRE UN PO' il canone - diciamo 5 punti - (così automaticamente diminuisce anche l'IVA), ne deriverebbe un maggior costo, di poco rilievo, che risulterebbe, in tal modo, equamente ripartito tra lui e l'utenza - questo è più realistico e rispondente ad uno spirito umanitario verso il poverino, che dovrebbe, certo, accontentarsi di 66 ville, 15 barche, 5 aerei privati e una moglie di 60 anni più giovane.

Non ci sono altre possibilità, a meno di non volere a tutti i costi salvaguardare gli utenti Sky; nel qual caso si dovrebbe del tutto eliminare l'IVA sulle emittenti del sig. Murdoch, il costo dell'abbonamento andrebbe ai minimi termini e il numero degli abbonati alle stelle, questo porterebbe il nostro ad 89 ville, 29 barche, 19 aerei privati e una moglie di 90 anni più giovane.
Ma... forse è un po' esagerato. Non mi sembrerebbe il caso.

martedì 25 novembre 2008

LA RELIGIONE DELLA NON-RELIGIONE

Reminiscenze scolastiche.
I rivoluzionari francesi quando abrogarono tutti i riferimenti religiosi non li sostituirono con la laica affermazione della RAGIONE, bensì con un altro simbolo, un mito, una Dea, una ballerina rappresentante la Ragione.
Essi misero, cioè, al posto del culto religioso, un altro culto; riconoscendo in tal modo, implicitamente che anche quello del primato della ragione è un credo, una fede, così come quello del primato della religione.
Non c'è differenza nella tensione spirituale dell'Uomo; siamo quindi nello stesso campo, quello del soprannaturale e del Divino.

martedì 11 novembre 2008

PENSIERINO GERONTOLOGICO

(la riposta al quesito è PIU' . L'età della Carrà è la radice quadrata dell'età di Andreotti, nipote della Montalcini, la cuginetta di Baudo, Bongiorno, Pannella e Napolitano; e tutti vogliono bene a nonno Zavoli)

Obama e Medvedev possono rappresentare una speranza per il Mondo futuro? Forse sì.
Ma questo riguarderà anche l'Italia?
Beh... se facciamo un passettino avanti ogni morte di Papa, dipende da quanti Papi riusciamo ad atterrare in questo secolo.

domenica 2 novembre 2008

IDOLI

Questo è il giorno della commemorazione dei defunti, un'usanza antichissima della Chiesa Cattolica (e non solo), come ho sentito ricordare anche nella Messa di oggi.
Che strano parlare di idoli proprio oggi! Ma forse non è un caso.
Che cosa sarebbe la vita senza IDOLI (che cosa è per chi non ha idoli)? Se l'Uomo rinunzia ai suoi idoli, rinunzia ai suoi sogni.
Gli idoli sono le pietre miliari della vita, i maestri sono idoli. Ma non è così semplice.
La misura della vita è negli idoli. E' errato pensare che questa è roba per giovani. Al contrario, è l'anima del fanciullo che si perpetua. Quando si è giovani si hanno, generalmente, pochi idoli, per motivi anagrafici. Più si è anziani e più si dovrebbero avere idoli; certo si cambia, si abiura (poi magari ci si ripensa) ma così è una vita che sale.
Se invece si perdono gli idoli (o non si sono, talora, mai avuti?), come i maestri, il cercare di imparare, la vita è in discesa, si invecchia precocemente, non si ha più nulla da apprendere, assorbire (e quindi anche da dare, comunicare), si approda, infine, ad una vita arida e vuota.
Gli idoli sono pubblici e privati insieme, non esiste l'IDOLO UNIVERSALE; non è che i grandi musicisti, artisti, poeti, sono gli idoli di tutti. Si parte dall'Uomo, non dal Genio.
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Ognuno ha i suoi idoli, che possono anche essere relegati a minoranza o, addirittura irrilevanza nella considerazione generale. Inoltre non vi è alcuna corrispondenza tra ciò che si è o si fa e i propri idoli. Posso essere un poeta e il mio idolo essere un grande matematico, così come essere un matematico, un chimico, un chirurgo e il mio idolo essere un grande o modesto poeta.
L'IDOLATRIA è cosa ben diversa dalla Grande Ammirazione; è un trasporto del tutto particolare. E' irrazionale come l'amore, e nella irrazionalità è insita anche la contraddittorietà. Per questo è difficile definire e quindi individuare GLI IDOLI. Essi hanno significato per quello che nell'immaginario rappresentano in relazione all' "io" di ciascuno di noi, anche se li si conosce poco o niente. L'idolo, in fondo è un IDEALE, un "mito". Il riferimento ad un soggetto può essere anche superfluo, ed è spesso strumentale per indicare quello che, secondo noi, o meglio secondo qualcuno di noi, dice, pensa, come agisce, il suo vissuto, o semplicemente come è fisicamente (il suo volto, il suo corpo, gli occhi ecc.) e così via.
Personalmente mi rimane oggi un cocktail di idoli. Molti sono stati capovolti, alcuni superati; ma su questo ho qualcosa di più specifico da dire.
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Vediamo un po':
lasciando perdere lo stretto privato che non può interessare gran che (alcuni dei miei maestri, persone sagge conosciute in giro per la vita, o, a volte, giovani illuminate, incredibili esistenze) e rimanendo su un taglio, per così dire, giornalistico, di cronaca, di contemporaneità, o anche di storia, e quindi nell'ambito di una valenza più generale, posso menzionare alcuni miei idoli che, per quanto mi riguarda, in un'ottica prettamente personalistica (come più avanti spiegherò), hanno tutti riferimento all'ATTUALITA': Kim Novak, Elvis Presley, Caravaggio, Mozart, Rita Hayworth, "Che" Guevara, Napoleone, Mao Tse Tung, Il XIV Dali Lama, Totò, Eduardo, Charlot, Quentin Tarantino, Michelle Pfeiffer, Dostoevskij, Kafka, Kundera, Mina, Machiavelli, Omero (vecchio, cieco, reale), Emanuele Kant, Berlinguer, Sivori, Fausto Coppi, Boccaccio, Pasolini ((e perché no Easy Rider, il Laureato, il Gigante, Walt Disney (i personaggi), Diabolik, James Bond...)) ecc.
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Alcune persone hanno grande chiarezza, determinazione nell'evocare i propri idoli (senza necessariamente buttarsi a braccia aperte o scarrocciare nel FANATISMO). Un solo riferimento (in linea di massima): Gesù - Maometto - Buddha - Carlo Marx piuttosto che Bob Dylan, e così via.
Altri hanno una miscellanea nella testa. E' il caso mio, come dicevo, ma, a proposito di questa miscellanea, c'è qualcosa da aggiungere (lo avevo anticipato):
E' del tutto naturale che, nel corso della vita, alcuni IDOLI (o presunti tali) vengano infangati, calpestati, cancellati, abrogati, offuscati; un errore d'intesa, una delusione. Parliamo dei c.d. "falsi idoli".
Estremizzando il discorso per fare piena luce:
non è un mistero, ad es., che sono stati (e sono ancora in alcuni ambiti) tali per diverse persone (forse più di quanto si immagini) Hitler, Stalin, più recentemente il pluriomicida ereditiere Maso, le inquietanti e di orrida suggestione Bestie di Satana, gli stessi mammasantissima, capibastone e capifamiglia vari, mafia, camorra et similia (associazioni di pacificatori, benefattori e guardiani), ecc. [quale es., strettamente e individualmente mio, posso menzionare allo scopo di farmi intendere, giacché ce ne sono molti altri, Dario Fo e Franca Rame (ottime persone, ma non rientranti nel mio irrazionale al quale ho fatto riferimento) . Dopo un po' ho visto che erano distanti, eppure ci conoscevamo - mi si sono aperti i lumi, potrei dire - non erano i "miei idoli"; non poteva essere così per me (proprio perché ci conoscevamo? Può darsi.)].
Questi idoli, in genere, ad un certo punto vengono CANCELLATI definitivamente.
Altri idoli sbiadiscono, lasciano qualcosa di malinconico, nostalgico, a volte di amaro, un FALLIMENTO, che non è necessariamente uno sbaglio.
Le compagnie aeree possono fallire, ma questo non vuol dire che sia sbagliato volare. Spacciare droga è sbagliato.
Lo stesso COMUNISMO è fallito, ma probabilmente non è "sbagliato". In diverse condizioni potrebbe essere ripreso in considerazione e funzionare. Magari dovranno passare 200 o 300 anni (se l'Umanità ci sarà ancora); magari dovrà perire qualche centinaio di milioni di persone.
E' così per me, ad esempio, l' "idolo" Mao Tse Tung, il nuotatore del Fiume Giallo.
Ecco, nella miscellanea della mia testa, nell'attualità come dicevo, non riesco a tener fuori questi IDOLI, ancorché sbiaditi, appannati, sminuiti, senza tempo, comunque ever green.
Credo che anche per altri (forse molti altri) sia così.
Questi idoli che sono, forse, semplici ricordi di gioventù. E come farne a meno?
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Se qualcuno legge questo post, avrei molto piacere che, scrivendo un commento anche in forma anonima, mettendo se vuole solo l'età e il sesso, elencasse i suoi IDOLI attuali.
Grazie.

mercoledì 29 ottobre 2008

America! America!

Correva l’A.D. 1268 allorché il nobile e coraggioso Corradin di Svevia, sconfitto e catturato il 23 agosto da Carlo d’Angiò nei pressi di Tagliacozzo (L’Aquila), il 29 ottobre, secondo quanto stabilito, veniva giustiziato a Napoli, dove i suoi resti riposano nella chiesa del Carmine.
Aveva sedici anni.
La sua precoce fine commosse i contemporanei e i posteri; ne ricorre oggi il 740° anniversario.

Il passato ha una rilevanza fondamentale nel senso letterale del termine, nella costruzione della storia presente e futura, in quanto ne costituisce fondamento, per cui più profondo e consistente è, più è articolata e robusta la successiva storia, in un contesto di relazione tra i vari Paesi, i grandi Territori e le grandi Regioni, gli Stati e i Potentati religiosi, economici e politici del Mondo.

E tu America che ti stai sfaldando da tutte le parti come un colossale mausoleo di sabbia, che fino a quel venerdì 12 ottobre di 224 anni dopo, neanche esistevi, che solo trascorsi ulteriori 15 anni acquisisti, in modo traballante, almeno un nome, che dici? Dove affondi le tue radici? In fin dei conti, quanto bisogna andare a ritroso nel tempo, per trovare l’ottobre di un anno che rechi qualche segno del tuo passato?