LO STUDIO LEGALE LIGUORO-MUNI
01/06/07
ARRIVEDERCI DOPO L'ESTATE.
29/05/07
L'ESSERE E LO SPIRITO
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27/05/07
IL PROBLEMA DELLE DISCARICHE IN CAMPANIA
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24/05/07
IL DRAMMA E LA COMMEDIA
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16/05/07
SI PUO' CRITICARE IL PAPA?
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14/05/07
OMAGGIO A SIGMUND FREUD
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12/05/07
TAM -TAM
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10/05/07
IL "TERRORE" E L' "APOCALISSE"
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09/05/07
SODOMA
07/05/07
ANNOTAZIONE DOPO IL MESSAGGIO
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05/05/07
ESISTE ANCORA UNA MILANO DA BERE?
05/05/07
PARENTOPOLI
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03/05/07
MA COS'E' LA DESTRA? COS'E' LA SINISTRA?
03/05/07
LA FINE CHE FANNO TUTTE LE RELIGIONI "UFFICIALI"
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02/05/07
NUOVE SPIGOLATURE (v. anche infra SPIGOLATURE)
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23/04/07
QUI LONDRA, HELLO ITALIA!
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14/04/07
DIARIO DI BORDO
14/04/07
VARIE
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14/04/07
LO STUDIO LEGALE
13/04/07
CIAO LONDRA
12/04/07
MI PRESENTO
02/04/07
NON HO PAROLE
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01/04/07
SPIGOLATURE PARADOSSI MATEMATICI E SCHERZI DA PRETE
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31/03/07
ERA - ERE
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31/03/07
DIVINITA'
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30/03/07
L'ARTISTA
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29/03/07
UN BLOG AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO
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28/03/07
VOGLIO VIVERE IN CAMPAGNA... AaH... AaH
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27/03/07
UN LIBRO O UNA LAVATRICE?
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26/03/07
mercoledì 18 luglio 2007
venerdì 1 giugno 2007
LO STUDIO LEGALE LIGUORO-MUNI
(v. infra 13.4.2007)
Gli avv.ti Alberto Liguoro, Aurelio Muni, Clelia De Vincenzo, Sabrina Liguoro, Marco Giglio
COMUNICANO
IL NUOVO INDIRIZZO DELLO STUDIO
Viale Regina Margherita 33
20122 MILANO
Tel. 02 55195450 02 55199772
Fax 02 55196882
Gli avv.ti Alberto Liguoro, Aurelio Muni, Clelia De Vincenzo, Sabrina Liguoro, Marco Giglio
COMUNICANO
IL NUOVO INDIRIZZO DELLO STUDIO
Viale Regina Margherita 33
20122 MILANO
Tel. 02 55195450 02 55199772
Fax 02 55196882
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visita i post con continui aggiornamenti NUOVE SPIGOLATURE ( da 23.4.07) e SPIGOLATURE ( da 31.3.07)... BOOOM!!!
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martedì 29 maggio 2007
ARRIVEDERCI DOPO L'ESTATE. BUONE VACANZE A TUTTI.
saggezza = fanciullaggine - riconoscimento di essa - fanciullaggine = saggezza
domenica 27 maggio 2007
L'ESSERE E LO SPIRITO
L'allungarsi,mediamente, della vita (con riferimento, in particolare al sistema e al modello occidentale, per la verità), può essere occasione per uno spunto di riflessione, l'avvio di una dimostrazione, come una cartina di tornasole.
Una volta si diceva che i nonni non servivano a nulla nell'espressione ed evoluzione della famiglia, anzi poteva essere negativa la loro presenza per l'educazione dei bambini alla quale erano preposti unicamente i genitori, con i quali non era corretto interferire.
Oggi, viceversa, viene valorizzata la partecipazione dei nonni alla vita della famiglia.
Una volta si diceva che i nonni non servivano a nulla nell'espressione ed evoluzione della famiglia, anzi poteva essere negativa la loro presenza per l'educazione dei bambini alla quale erano preposti unicamente i genitori, con i quali non era corretto interferire.
Oggi, viceversa, viene valorizzata la partecipazione dei nonni alla vita della famiglia.
Il giudizio è correlato ai numeri.
In definitiva, quando i nonni erano pochi erano inutili. Ora che, appunto, per l'allungarsi della vita, siamo in molti, diventiamo utili (bisognerà sempre vedere che cosa accadrà quando saremo in troppi).
Appare sospetta questa coincidenza, o questo affermarsi di valori educativi e ideali, immediatamente dopo (nasce prima l'uovo o la gallina?) l'affermarsi di caratteristiche esistenziali. In altri termini sembrerebbe proprio che, anche nell'essere umano, viene prima la struttura e dopo la sovrastruttura, prima il cibo del corpo e dopo (dove quel "dopo" è conseguenza e derivazione) il cibo dell'anima; prima la natura, l'economia [fa parte della natura; c'è anche un'economia della natura ((così come c'è un ordine nella natura e sono, quindi, apprezzabili in questo contesto, riferimenti all'ordine pubblico, in quanto connaturale alla convivenza sociale da considerarsi, a sua volta, più o meno istintivamente naturale per gli esseri umani: es. il sistema monogamico in contrapposizione alla poligamia, la classificazione (variabile) di gravità dei reati, la convenzionale attribuzione della maggiore età, l'anticipazione o la proroga, a seconda delle condizioni generali, dell'età lavorativa. ecc. ecc. per non parlare del fiorire (o abortire) di strategie, a loro volta nell'ottica della conservazione dell'ordine politico, diciamo così, ancorché ricostituito; la sottile finalità è ben nota (Il Gattopardo docet) ... guarda caso proprio quando occorreva mano d'opera fresca per le fabbriche del Nord, è insorto lo spirito patriottico che ha portato all'unità d'Italia mediante l'annessione al Regno d'Italia, del Regno delle Due Sicilie... i ribelli americani al Re d'Inghilterra si guardarono bene dall'abolire la schiavitù... i rivoluzionari francesi non rinunziarono alle colonie sulle quali non tramontava mai il Sole. E la travagliata e cruenta abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d'America (alla quale possono agevolmente collegarsi analoghe situazioni in altri Stati per omogeneità d'intenti, clausole in trattati e alleanze ecc.) non ha forse, significativamente, coinciso con l'accelerata industrializzazione degli Stati del Nord e la conseguente necessità di mano d'opera qualificata, inconciliabile con lo status di schiavo? Lo stesso comunismo, al di là degli ideali, non è stato, forse, un tentativo fallito di riassetto sociale (altrettanto può dirsi del 'proibizionismo')? E così via)); qui però la questione si fa delicata e bisogna stare in guardia di fronte alle possibilità di strumentalizzazione e la pericolosità di fare opera mistificatoria avvalendosi di queste valutazioni. Emblematica, in proposito, la storia dei manicomi, il loro apparire e sparire a fisarmonica nei regimi autoritari instabili; il loro moltiplicarsi sotto alcuni regimi. E in Italia (e in altri Paesi) perché prima c'erano e perché ora non ci sono più?], la salute, il sapere, semmai, e dopo la generosità, il sentimento e così via. Considero tutto ciò non come fatto negativo in senso vagamente moralistico, come spesso è stato detto con toni più o meno ironici, o sarcastici addirittura, ma come fatto naturale: il portafoglio viene prima della solidarietà, la materia prima delle idee; prima l'intonaco sulla mia casa e poi l'affresco su di esso. Prendiamo le missioni religiose, che cosa fanno? (A parte i discorsi e le polemiche sui loro intenti di fare proselitismo e sottilmente penetrativi, con impronta più o meno politica e di potere, che qui non rilevano) Esse, in gran parte, applicano istintivamente e intuitivamente quanto sopra detto: prima il cibo, le medicine, poi il messaggio divino che, in alcuni casi, viene addirittura preterito.
In definitiva, quando i nonni erano pochi erano inutili. Ora che, appunto, per l'allungarsi della vita, siamo in molti, diventiamo utili (bisognerà sempre vedere che cosa accadrà quando saremo in troppi).
Appare sospetta questa coincidenza, o questo affermarsi di valori educativi e ideali, immediatamente dopo (nasce prima l'uovo o la gallina?) l'affermarsi di caratteristiche esistenziali. In altri termini sembrerebbe proprio che, anche nell'essere umano, viene prima la struttura e dopo la sovrastruttura, prima il cibo del corpo e dopo (dove quel "dopo" è conseguenza e derivazione) il cibo dell'anima; prima la natura, l'economia [fa parte della natura; c'è anche un'economia della natura ((così come c'è un ordine nella natura e sono, quindi, apprezzabili in questo contesto, riferimenti all'ordine pubblico, in quanto connaturale alla convivenza sociale da considerarsi, a sua volta, più o meno istintivamente naturale per gli esseri umani: es. il sistema monogamico in contrapposizione alla poligamia, la classificazione (variabile) di gravità dei reati, la convenzionale attribuzione della maggiore età, l'anticipazione o la proroga, a seconda delle condizioni generali, dell'età lavorativa. ecc. ecc. per non parlare del fiorire (o abortire) di strategie, a loro volta nell'ottica della conservazione dell'ordine politico, diciamo così, ancorché ricostituito; la sottile finalità è ben nota (Il Gattopardo docet) ... guarda caso proprio quando occorreva mano d'opera fresca per le fabbriche del Nord, è insorto lo spirito patriottico che ha portato all'unità d'Italia mediante l'annessione al Regno d'Italia, del Regno delle Due Sicilie... i ribelli americani al Re d'Inghilterra si guardarono bene dall'abolire la schiavitù... i rivoluzionari francesi non rinunziarono alle colonie sulle quali non tramontava mai il Sole. E la travagliata e cruenta abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d'America (alla quale possono agevolmente collegarsi analoghe situazioni in altri Stati per omogeneità d'intenti, clausole in trattati e alleanze ecc.) non ha forse, significativamente, coinciso con l'accelerata industrializzazione degli Stati del Nord e la conseguente necessità di mano d'opera qualificata, inconciliabile con lo status di schiavo? Lo stesso comunismo, al di là degli ideali, non è stato, forse, un tentativo fallito di riassetto sociale (altrettanto può dirsi del 'proibizionismo')? E così via)); qui però la questione si fa delicata e bisogna stare in guardia di fronte alle possibilità di strumentalizzazione e la pericolosità di fare opera mistificatoria avvalendosi di queste valutazioni. Emblematica, in proposito, la storia dei manicomi, il loro apparire e sparire a fisarmonica nei regimi autoritari instabili; il loro moltiplicarsi sotto alcuni regimi. E in Italia (e in altri Paesi) perché prima c'erano e perché ora non ci sono più?], la salute, il sapere, semmai, e dopo la generosità, il sentimento e così via. Considero tutto ciò non come fatto negativo in senso vagamente moralistico, come spesso è stato detto con toni più o meno ironici, o sarcastici addirittura, ma come fatto naturale: il portafoglio viene prima della solidarietà, la materia prima delle idee; prima l'intonaco sulla mia casa e poi l'affresco su di esso. Prendiamo le missioni religiose, che cosa fanno? (A parte i discorsi e le polemiche sui loro intenti di fare proselitismo e sottilmente penetrativi, con impronta più o meno politica e di potere, che qui non rilevano) Esse, in gran parte, applicano istintivamente e intuitivamente quanto sopra detto: prima il cibo, le medicine, poi il messaggio divino che, in alcuni casi, viene addirittura preterito.
Invertire l'ordine delle cose è un atto, oltre che di eroismo (quando non si tratta di puro e semplice fanatismo), di estraniazione dalla realtà e di eccentricità, comunque privo di autenticità e di storia, o, quantomeno, autenticità della sua storia.
In molti ambiti si può empiricamente constatare ciò; io l'ho trovato in tutti i significativi ambiti da me presi in considerazione. La nascita di molti figli, ad esempio: oggi, che nascono pochi figli e invecchia la Società (per il prolungarsi della vita, appunto, come detto), sono a rischio, quindi, la produzione, il benessere sociale, il sistema economico, come sono intesi, almeno, questi concetti nella Civiltà occidentale, è considerata un bene assoluto, un tangibile segno di fiducia nel futuro e quindi, generalmente, si plaude alle famiglie numerose e si portano ad esempio. Non dimentichiamo che una volta veniva stigmatizzata l'eccessività e l'incoscienza del proletariato da cui venivano molti figli per ignoranza o la speranza vana e frustrata di superare la miseria con il numero di braccia-lavoro.
In molti ambiti si può empiricamente constatare ciò; io l'ho trovato in tutti i significativi ambiti da me presi in considerazione. La nascita di molti figli, ad esempio: oggi, che nascono pochi figli e invecchia la Società (per il prolungarsi della vita, appunto, come detto), sono a rischio, quindi, la produzione, il benessere sociale, il sistema economico, come sono intesi, almeno, questi concetti nella Civiltà occidentale, è considerata un bene assoluto, un tangibile segno di fiducia nel futuro e quindi, generalmente, si plaude alle famiglie numerose e si portano ad esempio. Non dimentichiamo che una volta veniva stigmatizzata l'eccessività e l'incoscienza del proletariato da cui venivano molti figli per ignoranza o la speranza vana e frustrata di superare la miseria con il numero di braccia-lavoro.
Una volta si additava come esempio di falsità ed ipocrisia piangere ad un funerale e, semmai, poche ore dopo, ridere ad un matrimonio, c'è fior di letteratura in proposito; oggi che si susseguono e si alternano rapidamente eventi drammatici, a volte estremamente tragici, ad eventi gioiosi pubblici e privati, si ritiene, in genere, che sia assolutamente connaturale allo scorrere della vita che ciò accada (questo è il capitolo dell'imbarbarimento e del degrado della natura, di cui è importante paragrafo l'accelerazione e la superficializzazione di tutti gli stati d'animo relativi agli eventi). Una volta si diceva che il primato del cinema e del teatro sulla TV trovava la sua specifica e netta affermazione nel fatto che bisognava muoversi, trovare posto, comprare il biglietto, rispettare l'orario, accedere alla grande sala buia dove concentrarsi sulle scene, sentendo anche il respiro, la partecipazione, i sentimenti, gli umori degli altri, mentre davanti alla TV bastava sedersi, schiacciare distrattamente un pulsante, semmai saltellando da un canale ad un altro, con temi, scene, argomenti vari, per cui alla fine non rimaneva nulla. Oggi, di fronte all'imperium di internet, chi oserebbe rimpiangere le meditate e faticose ricerche sui libri ed enciclopedie, dove si sentiva il fruscio della carta, bisognava passare, talvolta, da una biblioteca ad un'altra e così via?
In una pagina di giornale, sopra c'è la raccapricciante notizia dell'impiccagione di quattro figlie da parte di una madre, che poi si suicida, e sotto l'allettante e sensuale annuncio pubblicitario di un villaggio turistico. E che dire del parallelismo diffuso e consolidato nelle stanze dei bottoni così come nella pubblica opinione, tra crescita dell'economia e la contrapposta tutela dell'ambiente (anch'esso da ritenersi, ormai, connaturale al nostro quotidiano scorrere della vita o, se si vuole, alla quotidianità della nostra ordinaria follia)? Sulla prima si incita e si frusta la produzione a tutti i livelli e a tutte le latitudini; negli stessi contesti, contemporaneamente, per la seconda, ci si batte, dove realmente, dove fittiziamente, o ci si cosparge il capo di cenere (qui siamo proprio ad un punto estremamente ipocrita, oltre che schizoide e gravemente distruttivo).
In senso generale, in ogni caso, come si vede: disvalori che diventano valori e viceversa in funzione, esclusivamente, delle condizioni di base: l'Essere, la carne, quindi, che prevale sullo Spirito. Un comprovato grande amore ideale non ha alcun valore se non c'è il sesso.
Se un tale teorema, per ora constatato, peraltro sistematicamente, nei casi che si presentano, dovesse essere dimostrato, e quindi applicabile a tutti i casi, almeno per quanto riguarda il Mondo Occidentale ed altre Entità ad esso riconducibili, molte importanti riflessioni si aprirebbero sull'Umanità, sulla sua natura, la sua storia, la sua provenienza e il suo destino; senza nulla togliere, anzi, forse, aggiungere qualcosa alla spiritualità dell'Uomo e al concetto di Dio.
Se un tale teorema, per ora constatato, peraltro sistematicamente, nei casi che si presentano, dovesse essere dimostrato, e quindi applicabile a tutti i casi, almeno per quanto riguarda il Mondo Occidentale ed altre Entità ad esso riconducibili, molte importanti riflessioni si aprirebbero sull'Umanità, sulla sua natura, la sua storia, la sua provenienza e il suo destino; senza nulla togliere, anzi, forse, aggiungere qualcosa alla spiritualità dell'Uomo e al concetto di Dio.
Ma... alla fine della fiera, noi nonni contiamo o no?
giovedì 24 maggio 2007
IL PROBLEMA DELLE DISCARICHE IN CAMPANIA
Chist' 'a fann' tant' longa! 'O prubbema d'a munnezza a Napule e dintorni è semplicissimo. Nun se cumbina niente fin' a quann' nun se fa l'accordo c'a camorra; tutt' 'o riesto ('a casiniana o casinista sudditanza psicologica, i sottil distinguo d'u ragazz' llà, comm' se chiamm'... Pecoraro Scanio, 'o frate 'e chillo 'e Bruxelles, 'e finte dimissioni 'e Bertolaso, l'ira funesta del pelide Napolitano, 'u volemose bene d'u mitico Romano, 'u bussolotto pilotato d'a protesta popolare, 'a bufala d'i inceneritori in costruzione a enne anni, 'a cabala d'i tot numero d'incendi dolosi co' 'e conseguenti emissioni 'e diossina e d'i rifiuti tossici, 'u crescendo rossiniano d'i sguazzanti e un po' pelosi mass media, etc, etc...) so' chiacchiere al vento, aria fritta, pe' nun dicere fregnacce. Hanno raggione l'inavvicinabile Bassolin e l'ermetica Jervolin.
Quann' sapremo che tutt' è a posto, vo' dicere che ann' truvat' ll'accord'. E cu' chest' stateve bbuono n'ata vota (scusate tanto ma 'o tema era tropp' mpurtant').
mercoledì 16 maggio 2007
IL DRAMMA E LA COMMEDIA
Amo particolarmente il teatro. Ho scritto anche un testo teatrale, di recente, per lo spazio teatrale PiM di Milano, del quale spero possano occuparsi prossimamente Monica Liguoro e Massimo Bologna, nonché Simone Ricciardi, e quindi, possa essere rappresentato; un testo che, significativamente, per quanto dirò, è un po' dramma, un po' commedia. Parlo, quindi, di quanto segue in termini teatrali, anche se non credo abbia molto a che fare con il teatro.
Appartengo alla generazione dei sessantenni, una volta, incendiari. Noi siamo quelli che hanno sperato di poter davvero cambiare il Mondo; di poter pervenire ad un'epoca di grande civiltà dove potessero affermarsi la felicità e la giustizia universali, dove non esistessero frontiere e la libertà individuale fosse soprattutto libertà di amare in tutti i sensi, e coesistesse armonicamente con il benessere sociale, se non una specie di nuovo Paradiso Terrestre, di dantesca ispirazione, questa volta per tutti, un progetto di serena e duratura vivibilità della Terra, la realizzazione del quale procedesse contemporaneamente alla ricerca di Dio, e l'una e l'altra cosa, ciascuno portasse dentro di sé; un sé eterno e quindi esso stesso, forse, espressione della Divinità.
Tutto questo è crollato, si è rivelato utopia irrealizzabile e quindi è rimasta a quelli della mia generazione che ci avevano creduto, solo amarezza e un vago senso di morte.
Abbiamo dovuto arrenderci o, per dirla alla Paulo Coelho (Lo Zahir pag.259), ci siamo arresi alla 'realtà'.
Cadaveri imbiancati si diceva degli Andreotti, tanto per non fare nomi, e quei cadaveri imbiancati erano invece vita, la 'vera vita', come dimostra il fatto che il suddetto è, guarda un po', ancora vivo e vegeto, così come è vivo,vegeto e superattivo un Mike Bongiorno (peraltro grande professionista e maestro della comunicazione), o un Francesco Cossiga e, per la legge del contrappasso, 'cadaveri imbiancati' sono invece diventati i vari Giorgio Gaber, Enrico Berlinguer, Che Guevara (anzi il suo assassino della CIA è vivo e vegeto, oggi arzillo vecchietto risiede a Miami, in Florida e rilascia interviste a destra e a manca, anche se si vedono affiorare sul suo volto, tetri da rabbrividire, i segni della cattiva coscienza; non è lui il mito, ma colui che ha ucciso a sangue freddo), Mao Tse Tung e via salmodiando.
Il nostro era dramma, ma, ahimé, non è finito, si è trasformato in commedia.
Di fronte a quanto ho sopra detto, vedere quelli che rappresentavano, o, in linea discendente, avrebbero dovuto continuare a rappresentare quelle tensioni ideali e quel respiro esistenziale, coloro nei quali avevamo riposto sogni e speranze, e ai quali avevamo riconosciuto capacità di esserne avanguardia, promotori delle nostre illusioni, di quello che volevamo, l'imagination au pouvoir si diceva, non arrendersi, drammaticamente, appunto, rinunciare, soccombere, denunciare, per carità, senza arrivare al punto di, addirittura, morire, come i predetti Gaber, Berlinguer, Guevara, o Sartre, de Beauvoir, Luther King, gli stessi Enrico Mattei, Aldo Moro o chi altro si voglia considerare in questa chiave di lettura, ma sostenere bellamente, tra una regata e l'altra (tanto per fare un esempio, inutile dire di chi si parla, con quei baffetti da sparviero), che tutto continua come è sempre stato (soprattutto la poltrona), tra due gnocche del personale, che la Presidenza della Camera è un segno decisivo del potere popolare (idem senza baffetti da sparviero, ma con sigaro cubano) o, quanto meno, che manca poco, si è ad un passo da esso, tra un conato di protagonismo e l'altro, che dobbiamo prendere esempio da chi? Ma dagli americani, perbacco (Musso, sempre tanto per non fare nomi, ma è solo un esempio), o fare come i candidi Piero Fassino, et similes, che paiono non accorgersi di nulla di tutto ciò che accade intorno a loro, e continuano a riempirsi la bocca di Afghanistan, Israele, conflitti di interesse, TAV, discariche, gas serra, l'italianità della Telecom e via blaterando, oppure decretare l'assunzione in gloria addirittura di ex S.S. (sapete a quali personaggi mi riferisco), ammiccare alla Lerner a pseudonostalgie studentesche, che vengono attualizzate e, in tal modo, cristallizzate o imbalsamate, e così via, è come se a teatro, nel corso della rappresentazione di un dramma dagli accesi toni emotivi, silenzio, tensione, scene soffici, scure, si accendessero improvvisamente luci forti e violente e tutto si trasformasse, senza alcun senso, in una burletta a tarallucci e vino, con tanto di tric-ballac, putipù e scetavajasse; una doccia fredda, un'orgia di luci e di suoni al posto della silente e carica riflessione, della acuta tensione, da potersi toccare con mano, o da sentir volare una mosca, potrebbe dirsi.
Il loro chiacchiericcio o vuoto cicaleccio offende, la loro abilità e il tempismo nel riciclarsi offende, la strumentalità della loro sopravvivenza (in senso metaforico). Noi siamo gli sconfitti, i morti (anche qui in senso metaforico) viventi (qualcuno per non morire, per non affogare nella commedia, ha sostituito con la propria drammaticità o drammatizzazione personale il dramma che, nella nostra gioventù, era nella società e nel mondo, ed ha drasticamente cambiato bandiera, ma non so se funziona), tuttavia testimoni, per un domani, per il trasformarsi della vita di un domani, di un volo dell'angelo che poteva essere un lungo volo nel cielo terso dell'esistenza, ed invece è stato il precipizio, il fosso, il cielo inquinato e torbido dell'esistenza, mentre loro sono vivi e vitali, ma soprattutto saltellanti e giulivi, alla faccia delle nuove generazioni, alla faccia del tanto gettonato "largo ai giovani", alla faccia di far sì che i protagonisti della propria vita ne siano essi stessi inventori e artefici e non i 'gran vecchi', il che una volta si contestava proprio ai 'cadaveri imbiancati' di allora; e questo chiude il cerchio. Questa commedia sulle sorti di un'intera generazione che cosa è, in sé, se non appunto un dramma, anzi una tragedia?
E qui mi fermo per un po'. Questo blog deve fermentare per un po' come il mosto e le bucce d'uva separate dal graspo nei tini; quindi stateve buono e jammuncenne a' casa.
Adiòs (pe' mmo').
lunedì 14 maggio 2007
SI PUO' CRITICARE IL PAPA?
E' lecito, anche se si è credente, criticare il Papa? Potrei sbagliare, ma, secondo me sì; prego, quindi, chi non è d'accordo, di astenersi dal proseguire nel leggere queste poche righe.
Il Papa (che si è dichiarato contro le coppie di fatto e le unioni gay e a favore della famiglia tradizionale, contro l'aborto, contro il divorzio, e contro l'eutanasia, contro il sesso se non in costanza di matrimonio e al categorico scopo di procreare, che ha definito terrorismo manifestare idee dissenzienti rispetto a quanto sopra e il terrorismo islamico un atto contro lo stesso Dio in cui credono i musulmani, che ha preso ben precise posizioni con riferimento alla conservazione degli embrioni e alla fecondazione assistita, che milita per l'affermazione delle origini cristiane dell'Unione Europea, che svolge la sua visita in terra straniera, non come missione pastorale, ma come evento di Stato, quindi manifesta il potere della Santa Sede e rivolge invito, non agli uomini e donne di buona volontà, ad ascoltare la lieta novella, ma ai Vescovi neolatini a riconquistare i fedeli che si sono allontanati dalla religione cattolica, e così via) proclama ex cathedra che la Chiesa non deve fare politica. Ma questo, detto in Sud America, dove il locale Clero ha, in gran parte lottato e continua a lottare contro le ingiustizie sociali, le torture e le uccisioni dei regimi dittatoriali, le connivenze e gli interessi delle multinazionali che affamano il popolo, equivale a dire: "faciteve i cazzi vostri".
E questo, a mio avviso, non è proprio papale papale.
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