sabato 31 marzo 2007

ERA - ERE

Grandi, potenti Civiltà sono crollate sotto il peso dei secoli: è facile pensare agli Assiro-Babilonesi, ai Greci, ai Persiani, Egizi, Fenici, Romani, il grande Celeste Impero, gli Imperi Coloniali (lasciando qui da parte le civiltà autoctone delle Due Americhe e del Nuovissimo Continente) e così via. Se ne trovano più o meno consistenti tracce oltre che in Italia, Grecia, Egitto, Siria, in Giordania, Turchia, Libia, Marocco, Cina, Mongolia, e in ogni altra parte del Mondo, soprattutto con riguardo ai riferimenti più recenti.
E' possibile, allora, credere che questa nostra Civiltà, cioè proprio quella dell'effimero (quante settimane o giorni interessano i mass media, notizie, questioni, problematiche in altri tempi caratterizzanti una o due generazioni?) e dell'autodistruzione (disastri umanitari ed ecologici vari) sia destinata a durare in Eterno?

Probabilmente ogni Civiltà, in passato, ha pensato a se stessa in termini di eternità; ma, in questo caso, decisamente direi che c'è da escludere un tale pensiero fin d'ora.

Ma da cosa e in che modo sarà soppiantata? E come sarà la (prevedibilmente lunga) epoca di mezzo? ... Affatto astruso sostenere che già ci siamo dentro!
Chi può dirlo? Chi ha mai potuto profetizzare su simili argomenti, e chi potrà profetizzare ora, nelle precarie attuali condizioni?

E' lo sgomento dell'Uomo da sempre; oggi, con la rapidità con cui circolano le informazioni, l'enorme accentuazione delle potenzialità di alterazione e modificazione dell'esistente, l'esuberante crescita numerica della popolazione e l'intensificarsi (conseguente) delle esigenze, si è, certo, inasprito, tende alla disperazione, ma non è più (anzi, forse, meno) profondo di una volta. E' proprio questo, credo, il punto (maggiormente) dolente.

Che cosa ci aspetta... o meglio... che cosa aspetta le future generazioni? Chi può dirlo? Appunto NESSUNO.

Ho provato a farne cenno nel mio prossimo romanzo, in corso di pubblicazione, il cui nucleo portante è, peraltro, del tutto diverso, con prevalente impronta metaforica e intimista: RUMORE DI PASSI NEI GIARDINI IMPERIALI

3 commenti:

Idgam Malla ha detto...

Andiamo dritti sparati verso il nichilismo? Dobbiamo combatterlo e come? Secondo Magdi Allam riflettendo... sul valore di immagini e parole che pesano sulla nostra vita e condizionano il nostro futuro... bah!

EUCALYPTO ha detto...

La foresta amazzonica non morirà mai, perché è piena delle anime dei morti.

Anonimo ha detto...

Come si può distruggere la foresta amazzonica e contemporaneamente salvaguardare la vita tribale della foresta amazzonica? Lasciando perdere l'evangelizzazione più o meno forzata delle tribù