domenica 27 maggio 2007

L'ESSERE E LO SPIRITO

L'allungarsi,mediamente, della vita (con riferimento, in particolare al sistema e al modello occidentale, per la verità), può essere occasione per uno spunto di riflessione, l'avvio di una dimostrazione, come una cartina di tornasole.
Una volta si diceva che i nonni non servivano a nulla nell'espressione ed evoluzione della famiglia, anzi poteva essere negativa la loro presenza per l'educazione dei bambini alla quale erano preposti unicamente i genitori, con i quali non era corretto interferire.
Oggi, viceversa, viene valorizzata la partecipazione dei nonni alla vita della famiglia.
Il giudizio è correlato ai numeri.
In definitiva, quando i nonni erano pochi erano inutili. Ora che, appunto, per l'allungarsi della vita, siamo in molti, diventiamo utili (bisognerà sempre vedere che cosa accadrà quando saremo in troppi).
Appare sospetta questa coincidenza, o questo affermarsi di valori educativi e ideali, immediatamente dopo (nasce prima l'uovo o la gallina?) l'affermarsi di caratteristiche esistenziali. In altri termini sembrerebbe proprio che, anche nell'essere umano, viene prima la struttura e dopo la sovrastruttura, prima il cibo del corpo e dopo (dove quel "dopo" è conseguenza e derivazione) il cibo dell'anima; prima la natura, l'economia [fa parte della natura; c'è anche un'economia della natura ((così come c'è un ordine nella natura e sono, quindi, apprezzabili in questo contesto, riferimenti all'ordine pubblico, in quanto connaturale alla convivenza sociale da considerarsi, a sua volta, più o meno istintivamente naturale per gli esseri umani: es. il sistema monogamico in contrapposizione alla poligamia, la classificazione (variabile) di gravità dei reati, la convenzionale attribuzione della maggiore età, l'anticipazione o la proroga, a seconda delle condizioni generali, dell'età lavorativa. ecc. ecc. per non parlare del fiorire (o abortire) di strategie, a loro volta nell'ottica della conservazione dell'ordine politico, diciamo così, ancorché ricostituito; la sottile finalità è ben nota (Il Gattopardo docet) ... guarda caso proprio quando occorreva mano d'opera fresca per le fabbriche del Nord, è insorto lo spirito patriottico che ha portato all'unità d'Italia mediante l'annessione al Regno d'Italia, del Regno delle Due Sicilie... i ribelli americani al Re d'Inghilterra si guardarono bene dall'abolire la schiavitù... i rivoluzionari francesi non rinunziarono alle colonie sulle quali non tramontava mai il Sole. E la travagliata e cruenta abolizione della schiavitù negli Stati Uniti d'America (alla quale possono agevolmente collegarsi analoghe situazioni in altri Stati per omogeneità d'intenti, clausole in trattati e alleanze ecc.) non ha forse, significativamente, coinciso con l'accelerata industrializzazione degli Stati del Nord e la conseguente necessità di mano d'opera qualificata, inconciliabile con lo status di schiavo? Lo stesso comunismo, al di là degli ideali, non è stato, forse, un tentativo fallito di riassetto sociale (altrettanto può dirsi del 'proibizionismo')? E così via)); qui però la questione si fa delicata e bisogna stare in guardia di fronte alle possibilità di strumentalizzazione e la pericolosità di fare opera mistificatoria avvalendosi di queste valutazioni. Emblematica, in proposito, la storia dei manicomi, il loro apparire e sparire a fisarmonica nei regimi autoritari instabili; il loro moltiplicarsi sotto alcuni regimi. E in Italia (e in altri Paesi) perché prima c'erano e perché ora non ci sono più?], la salute, il sapere, semmai, e dopo la generosità, il sentimento e così via. Considero tutto ciò non come fatto negativo in senso vagamente moralistico, come spesso è stato detto con toni più o meno ironici, o sarcastici addirittura, ma come fatto naturale: il portafoglio viene prima della solidarietà, la materia prima delle idee; prima l'intonaco sulla mia casa e poi l'affresco su di esso. Prendiamo le missioni religiose, che cosa fanno? (A parte i discorsi e le polemiche sui loro intenti di fare proselitismo e sottilmente penetrativi, con impronta più o meno politica e di potere, che qui non rilevano) Esse, in gran parte, applicano istintivamente e intuitivamente quanto sopra detto: prima il cibo, le medicine, poi il messaggio divino che, in alcuni casi, viene addirittura preterito.
Invertire l'ordine delle cose è un atto, oltre che di eroismo (quando non si tratta di puro e semplice fanatismo), di estraniazione dalla realtà e di eccentricità, comunque privo di autenticità e di storia, o, quantomeno, autenticità della sua storia.
In molti ambiti si può empiricamente constatare ciò; io l'ho trovato in tutti i significativi ambiti da me presi in considerazione. La nascita di molti figli, ad esempio: oggi, che nascono pochi figli e invecchia la Società (per il prolungarsi della vita, appunto, come detto), sono a rischio, quindi, la produzione, il benessere sociale, il sistema economico, come sono intesi, almeno, questi concetti nella Civiltà occidentale, è considerata un bene assoluto, un tangibile segno di fiducia nel futuro e quindi, generalmente, si plaude alle famiglie numerose e si portano ad esempio. Non dimentichiamo che una volta veniva stigmatizzata l'eccessività e l'incoscienza del proletariato da cui venivano molti figli per ignoranza o la speranza vana e frustrata di superare la miseria con il numero di braccia-lavoro.
Una volta si additava come esempio di falsità ed ipocrisia piangere ad un funerale e, semmai, poche ore dopo, ridere ad un matrimonio, c'è fior di letteratura in proposito; oggi che si susseguono e si alternano rapidamente eventi drammatici, a volte estremamente tragici, ad eventi gioiosi pubblici e privati, si ritiene, in genere, che sia assolutamente connaturale allo scorrere della vita che ciò accada (questo è il capitolo dell'imbarbarimento e del degrado della natura, di cui è importante paragrafo l'accelerazione e la superficializzazione di tutti gli stati d'animo relativi agli eventi). Una volta si diceva che il primato del cinema e del teatro sulla TV trovava la sua specifica e netta affermazione nel fatto che bisognava muoversi, trovare posto, comprare il biglietto, rispettare l'orario, accedere alla grande sala buia dove concentrarsi sulle scene, sentendo anche il respiro, la partecipazione, i sentimenti, gli umori degli altri, mentre davanti alla TV bastava sedersi, schiacciare distrattamente un pulsante, semmai saltellando da un canale ad un altro, con temi, scene, argomenti vari, per cui alla fine non rimaneva nulla. Oggi, di fronte all'imperium di internet, chi oserebbe rimpiangere le meditate e faticose ricerche sui libri ed enciclopedie, dove si sentiva il fruscio della carta, bisognava passare, talvolta, da una biblioteca ad un'altra e così via?
In una pagina di giornale, sopra c'è la raccapricciante notizia dell'impiccagione di quattro figlie da parte di una madre, che poi si suicida, e sotto l'allettante e sensuale annuncio pubblicitario di un villaggio turistico. E che dire del parallelismo diffuso e consolidato nelle stanze dei bottoni così come nella pubblica opinione, tra crescita dell'economia e la contrapposta tutela dell'ambiente (anch'esso da ritenersi, ormai, connaturale al nostro quotidiano scorrere della vita o, se si vuole, alla quotidianità della nostra ordinaria follia)? Sulla prima si incita e si frusta la produzione a tutti i livelli e a tutte le latitudini; negli stessi contesti, contemporaneamente, per la seconda, ci si batte, dove realmente, dove fittiziamente, o ci si cosparge il capo di cenere (qui siamo proprio ad un punto estremamente ipocrita, oltre che schizoide e gravemente distruttivo).
In senso generale, in ogni caso, come si vede: disvalori che diventano valori e viceversa in funzione, esclusivamente, delle condizioni di base: l'Essere, la carne, quindi, che prevale sullo Spirito. Un comprovato grande amore ideale non ha alcun valore se non c'è il sesso.
Se un tale teorema, per ora constatato, peraltro sistematicamente, nei casi che si presentano, dovesse essere dimostrato, e quindi applicabile a tutti i casi, almeno per quanto riguarda il Mondo Occidentale ed altre Entità ad esso riconducibili, molte importanti riflessioni si aprirebbero sull'Umanità, sulla sua natura, la sua storia, la sua provenienza e il suo destino; senza nulla togliere, anzi, forse, aggiungere qualcosa alla spiritualità dell'Uomo e al concetto di Dio.
Ma... alla fine della fiera, noi nonni contiamo o no?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi sa perché una volta si diventava maggiorenni a 25 anni, ma a 15,16 anni si era già maturi.
Oggi si diventa maggiorenni a 18 anni, ma prima dei 30,35 anni è difficile che si matura.
XXX

un bibliotecario ha detto...

le ricerche sulle enciclopedie e su materiale cartaceo, anche se in minor misura, si fanno anche oggi. Non esageriamo.

algor ha detto...

ma questo non sposta i termini del teorema che viene qui proposto, alla ricerca di una soluzione