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martedì 29 gennaio 2008

STUDIO PER UN'INTERVISTA (3)

D - A parte veri e propri casi di criminalità più o meno efferata, lei ritiene che un reato (una cattiveria, qualcosa di negativo, un fatto o un atto illecito o, comunque, ispirato a malvagità, qualcosa di immorale, un comportamento vergognoso, disdicevole, ecc...) sia tale in sé, o solo in quanto "scoperto"?
R.
D - Quanto e come giocano, in tale ambito, la valutazione e la contrapposizione di "conformismo" / "anticonformismo"?
R.
D - E lo scrupolo, il pentimento, il rimorso, il senso di colpa, la mortificazione, il rimpianto, la volontà di espiazione, che cosa sono? In che modo stanno nella realtà?
R.

(fine)

lunedì 28 gennaio 2008

I MERITI VANNO RICONOSCIUTI

Rosa Russo Jervolino (e con lei una folta schiera di politici italiani) evidentemente è seguace, anzi sponsor, e di successo, visti i risultati, della corrente, che oggi va sempre più affermandosi in psicologia, dell'autoconvincimento. Infatti è convinta, in modo così forte e deciso, di essere il sindaco di Napoli, che finisce con l'esserlo davvero.
Guardate l'atteggiamento, l'arroganza e la sicurezza con cui continua a parlare (sia pure con la sua flebile vocina) in un contesto in cui sarebbe poco mettere la testa sotto la sabbia.
Brava! C'è del buono in tutto questo!
Che dire? Almeno trarne un insegnamento (e lo dico sul serio), soprattutto per le giovani generazioni; alle quali mi sento di dire: seguite questa corrente, autoconvincetevi che siete quel che vorreste essere, e lo sarete davvero. Pensate positivo: stare bene, fare il lavoro che piace, avere influenza nel proprio ambiente, avere la considerazione e il riscontro anche in termini di carriera ed economico degli altri, ugualmente in amore, in amicizia, nello sport ecc. e tutto questo si verificherà (attenzione però! Al contrario, pensate intensamente di stare male, non essere nessuno, non avere futuro e finirete col compromettere irrimediabilmente il vostro destino. Convincetevi di essere malati e lo sarete davvero. Chi ha la fissa di essere uno sfigato finisce con l'appiccicarsi addosso in modo indelebile questa etichetta, e così via).
Certo occorre senso di responsabilità e savoir-faire; però... finalmente un messaggio ottimistico!
.
(Post ispirato dalla tesi di Dalila)

sabato 26 gennaio 2008

SOTTO IL SEGNO DEL LEONE

Il nostro Paese è l'unico al Mondo dove folle agitate proteggono i delinquenti, le Istituzioni danno fiducia ai corrotti, la gente comune tiene in alta considerazione i ladri,ma chi sa...

se, a suo tempo,
fosse stato sbugiardato a dovere
senza mettere tutto a tacere
antelope kobler
(chi se lo ricorda?),
forse oggi l'Italia
sarebbe diversa.

venerdì 25 gennaio 2008

STUDIO PER UN'INTERVISTA (2)

D - Secondo lei perché si è stati sul punto di concedere la grazia a Contrada e non si è verificata la stessa situazione per altri, più o meno nelle stesse condizioni, ad es. Vallanzasca?
R.
D - Secondo lei perché il comportamento consistente nel sottrarsi ad ordini restrittivi dell'Autorità Giudiziaria, in alcuni casi (es. quello dell'on.Craxi), viene definito "esilio", in altri casi, pur essendo analogo il comportamento, invece, latitanza (es. Provenzano)?
R.
D - Secondo lei perché ad alcuni provvedimenti dell'A.G. viene data attuazione, altri, invece, pur della stessa natura, restano lettera morta?
R.
D - I tempi della Giustizia si allungano a dismisura in alcuni casi, tanto da sfociare nel gran mare della prescrizione, mentre in altri casi, aventi identiche caratteristiche, ciò non avviene, come mai?
R.
D - Come mai quando riguardano alcune persone (es. Mastella, Berlusconi, Cuffaro, Franzoni) i provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria sono strumenti dei quali cellule impazzite o frange estremiste, coalizzate, eversive della magistratura si avvalgono per perseguire scopi illeciti del tutto estranei alla giustizia, e quando, invece, riguardano altre persone, pur essendo analoghi i provvedimenti, è tutto regolare?
R.
D - Alcuni fatti di sangue riguardanti situazioni circoscritte (i vari casi Meredith, tanto per capirci) sono ripresi in modo martellante dai mass media; in proporzione, per i 200 e passa morti annui di mafia, camorra et similia non dovrebbero essere sufficienti testate giornalistiche e televisioni in giro, se ne dovrebbero creare apposite a decine, invece i primi occupano e invadono, praticamente, tutta l'informazione, e dei secondi non si parla affatto, tutt'al più qualche trafiletto qua e là. Come mai secondo lei?
R.
(continua)

TUTTI AL VOTOOO... TUTTI AL VOTOOO... A MOSTRAR... che cosa?

PARLIAMOCI CHIARAMENTE
Ma se si vota con questa legge elettorale, senza che sia cambiato nulla, neanche il conflitto di interessi, e i pregiudicati e collusi in parlamento, a meno di non voler approfittare di una bella giornata per portare a spasso i pargoli, che ci andiamo a fare? Non possiamo neanche indicare i nostri candidati da eleggere, e quindi “promuovere” o “trombare” questo o quel candidato. Tutto rimane esattamente come prima. In Parlamento non cambia nulla. Si perde solo tempo e danaro. Va be' che, come al solito da queste parti, se c'è qualcuno che ci perde, c’è sempre chi ci guadagna; ma non è meglio una bella gita fuori porta? Se proprio s’ha da fare questa cosa, l'unica sarebbe segnare sulla scheda indicazioni del genere "la monnezza al potere", "w la camorra", "w la fica (o la foca)", "va' a cagare" (parafrasando Stefania), o "vaffanculo" (parafrasando... chi? Ormai è così diffusa l'espressione!), "indovinala Grillo", “Mastella 4 president” o giù di lì. Tanto il segno sul simbolo, comunque, non serve a niente. Bastano quelli che si automettono gli stessi addetti ai lavori ed aspiranti parlamentari in base alle trastule e alchimie interne ai partiti per riportare anche percentualisticamente, in modo più o meno corrispondente alla consistenza di ciascun partito, la situazione reale.
I risultati finali (anche se scontati, un po' di suspense c'è sempre) ce li godiamo la sera in TV tra un Frizzi e un Insinna (mo' c'è pure Fiorello) mentre "mascellone" (quello del Duce) ci fa fare quattro risate, il "riccioluto" (l’amico di Rossella) ci riporta nostalgicamente ai tempi del bar della via Gluck (o era il Giambellino). Vero è che sotto sotto siamo un po' in apprensione per Ilaria (che è sempre Ilaria), Marco, Giovanni, Michele ed altri (e, credo, un po' anche loro), ma chi non risica non rosica, cribbio! Che cosa accadrà poi? Un po' di ottimismo, perbacco! E non mettiamo limiti alla Provvidenza! Semmai ricominceremo da dove ci siamo lasciati: buttare fuori la feccia dal Parlamento italiano, regolare il conflitto di interessi, promuovere nuovi sbocchi per le future generazioni, ecc.
Come diceva Churchill "we never surrender" fin quando in questo Paese non si potrà respirare un po' d'aria pura e non si sarà conquistata un po' di serenità per tutti, senza distinzioni di età, religione, lavoro, ceto sociale, razza, ideologia, basta non essere brutta gente, di malaffare, quelli che remano contro, diciamolo una volta per tutte, con forza e decisione.

giovedì 24 gennaio 2008

STUDIO PER UN'INTERVISTA (literary)

D - ha mai chiesto favori a qualche amico che, per la sua posizione nell'establishment, potesse fargliene?
R.
D - ha mai chiesto aiuti, non necessariamente di carattere economico?
R.
D - ritiene che qualcosa del genere sia lecita?
R.
D - sia gratificante?
R.
D - potrebbe indicare 4 - 5 amici, diciamo, qualificabili come "adatti" allo scopo?
R.
D - se individuiamo alcune categorie, diciamo: un magistrato che possa dare delle dritte, un politico che possa far aprire delle porte, un professionista che possa veicolare lavoro, un funzionario che possa garantire dei circuiti preferenziali, può descrivere la plausibile reazione di ciascuno di essi alla richiesta di favori o aiuti, in relazione anche alla qualità del richiedente?
R.
D - ma gli amici, a parte il caso di perdita dell'amicizia, e a parte i diffusi casi di semplici conoscenze collegate, in genere, al lavoro e alle pubbliche relazioni (anche se non è da escludere che possano realizzarsi, in tali ambiti, inattese e soprendenti situazioni gratificanti), sono tutti uguali, o ci sono gli amici-amici e quelli che, come dire, appartengono alle "statistiche", gli amici-statistica, o agli "esperimenti", gli amici-esperimento?
R.
D - quali sono il giudizio e le riflessioni da trarre, sia su di essi (gli amici) e sui rapporti intercorrenti con il postulante, sia sulla situazione in generale nella quale l'episodio (richiesta/reazione) è calato?
R.
D - secondo lei c'è da vergognarsi, in relazione a tutto quanto sopra, e in che senso, con riferimento ad ogni singolo episodio e ai relativi protagonisti?
R.
D - lei ritiene che possa esistere, o esista in concreto (con riferimento a quanto sopra), una schiera di puri che non abbia mai avuto nulla di cui vergognarsi o da farsi perdonare?
R.
(continua)

mercoledì 23 gennaio 2008

PREOCCUPAZIONI, DISPIACERI, ma so' pure... SODDISFAZIONI

MA VI RENDETE CONTO DI CHE RAZZA DI PAESE E’ IL NOSTRO?

Con tutti i grossi guai che funestano l’intera umanità e i gravi problemi che affliggono l’Italia, invece di preoccuparsi della striscia di Gaza, dell’Africa che muore, del buco nell’ozono, della deforestazione, dell’inquinamento atmosferico, dello scioglimento dei ghiacciai, delle ricorrenti epidemie, degli incendi, dei crolli in borsa, di Bassolino che non si dimette, di Jervolino che non si dimette, di Bertolaso che minaccia di dimettersi ma non lo fa (e allora De Gennaro che fa? E… chi lo paga?), di Cuffaro (5 anni già portati a casa) che torna, più agguerrito ed alacre che mai, al suo lavoro di governatore della Sicilia, di Lonardo che non si dimette [nel cono d'ombra (più o meno) c'è lady Donatella Pasquali Zingone in Dini, pregiudicata per bancarotta fraudolenta per svariati miliardi di lire, miracolata dalla legge "salvatutti"], di Mastella (ministro della giustizia indagato, dalla giustizia, per gravi reati) che, invece, si dimette acciocché alle prossime elezioni possa sponsorizzare un (aspirante) leader a sua volta gravato di carico pendente per gravi reati, della bocciatura incassata dalla Comunità Europea come Paese peggio governato d’Europa, della targa di inaffidabilità e irrecuperabilità ottenuta dagli ambienti finanziari americani, dello scialacquo di ben 945 parlamentari "nudi", poi ci sono i "contorni" (portaborse, guardie del corpo, auto blu e blindate, computer ecc.) e ci credo che non se ne vanno mai a casa, neanche se ci butti il napalm! (a parte gli “amministrativi”, consulenti, enti inutili ed i relativi "contorni"), ai quali è affidato (che Dio ci aiuti) questo piccolo Paese, senza significativi impegni internazionali, alcuna velleità egemonica, né territori d'oltremare, ognuno dei quali ci costa almeno 10 volte di più di un pari dignitario del resto d’Europa, e via dicendo, di che cosa si preoccupano i nostri politicanti e i mass media nazionali?
Del fatto che la Conferenza Episcopale Italiana è dispiaciuta per il Papa che non è andato alla “Sapienza” (oltre che per l’aborto – un po’ meno, forse, per la pedofilia).
Ma santiddio! Anche i vescovi francesi, tedeschi, spagnoli si saranno dispiaciuti perché il Papa non è andato alla “Sapienza”, ma non mi risulta che i rispettivi governanti e mass-media se ne siano men che meno preoccupati.
A questo punto sono io a preoccuparmi!

lunedì 21 gennaio 2008

UNA QUESTIONE SPINOSA


(mail spedita oggi al blog di Beppe Grillo "Magistratura categoria o casta?")
Sono avvocato in Milano da circa 16 anni, dopo essere stato per circa 24 anni in magistratura, dalla quale sono uscito, col grado di consigliere di Cassazione, nel 1991.
E’ quindi a ragion veduta e con cognizione di causa, che formulo le considerazioni di cui al seguente scritto del quale autorizzo l’eventuale pubblicazione:
La questione “spinosa” perché in odore di impopolarità (intendendosi con questo termine qualcosa che ha a che fare col populismo, non con la considerazione e il rispetto per il popolo, e quindi l’affezione per noi comuni cittadini e la ricerca di soluzione dei molti e gravi problemi da cui siamo afflitti, così come l’orrore per qualsiasi tipo di dissenso verso il Papa, ha più a che fare con la strumentalizzazione dei diffusi sentimenti religiosi nella collettività a fini di potere, che non con il desiderio di salvaguardare la libertà di credo e delle relative celebrazioni), tuttavia reale, è questa:
Come mai l’operato della magistratura, dopo la rituale manifestazione di fiducia e di apprezzamento per la stragrande maggioranza dei suoi rappresentanti, è spesso oggetto di critiche, a volte, estremamente serrate e profonde, provenienti da più parti?
1 - Da parte degli ambienti giudiziari stessi, alcuni giudici, avvocati, collaboratori, funzionari di polizia giudiziaria, utenti, giornalisti, personale [troppo lunghi i processi, sia penali che civili, e spesso inutili, non si sa mai da che parte sta la verità, non si è risolta, finora, in modo convincente, nessuna delle inchieste importanti svolte dalla magistratura (dalle stragi ai delitti che hanno fatto clamore, dalle responsabilità di rappresentanti dello Stato alle corruttele pubbliche e private, aggiotaggi, fallimenti miliardari ecc.), accuse più o meno rivolte a mezza voce, di diffusa arroganza, supponenza, insofferenza, intolleranza, strafottenza, ignoranza, assenteismo e così via].
2 – Da parte del mondo delle famiglie (troppi delinquenti in libertà dopo gravi reati contro le persone, insicurezza nelle ordinarie incombenze giornaliere, sulle strade, nelle abitazioni, mancanza di tutela dei più deboli, dei bambini, prescrizioni facili; questioni gravanti sull’ordine pubblico ma, in parte dipendenti anche dai provvedimenti giudiziari).
3 – Da parte del mondo del lavoro (incidenti gravi che spesso restano impuniti, o si riduce tutto al minimo, mancanza di interventi sulle tutele minime, demandandosi tutto all’insorgenza di più gravi episodi).
4 – Da parte dell’assetto politico in generale, dove, da destra e da sinistra, in sede centrale o periferica, si denuncia la politicizzazione della magistratura, l’interferenza, l’interesse extragiudiziario, l’utilizzo di provvedimenti per fini diversi da quelli istituzionali, a parte l’assoluta inosservanza degli stessi (tranne gli ordini restrittivi), come se non avessero alcun valore.

Chiarisco che qui bisogna farsi carico di una medaglia a due facce.
Do per scontato che ci sono interessi fortissimi e spesso inquinati ed inquinanti in gioco, per cui si vorrebbe imbavagliare la magistratura che lotta contro di essi e costituisce garanzia e baluardo di mantenimento dei livelli di democrazia e civiltà giuridica.
Do per scontato che spesso le carenze di riscontro alla domanda di giustizia derivano da leggi inadeguate, patologie di carattere generale ed ideologico, malcostume ecc.
Così come bisogna dare per scontato che è un arduo compito quello di svolgere il potere giudiziario, esposto ad errori ed inganni, nonché a gravi rischi personali (moltissimi magistrati sono stati colpiti e molti sono morti nell'esercizio delle loro funzioni) per cui si può aspirare al meglio ma non pretendere di trovare in esso il toccasana a tutti i mali della società.
Questi aspetti devono essere affrontati e sono affrontati tutti i giorni e si spera sempre che si aprano spazi di luce via via maggiori.
Ma questa è una faccia della medaglia.
Non può farsi a meno di prendere in considerazione anche l’altra faccia, quella che riguarda direttamente il degrado e il malessere esistenti nella magistratura, pena l’accettazione passiva e improduttiva di una informazione monca e, pertanto, falsata.
Nell’esaminare l’altra faccia della medaglia, va detto subito che non si può e non si intende qui, fare la “morale” ad ogni magistrato, persona per persona.
Che cosa si richiede, allora, alla categoria (non “casta”), sacrosanta per il benessere e gli interessi di una comunità?
1) La rinunzia ad eccessi nei privilegi.
Che vi siano dei privilegi a fronte di notevoli impegni lavorativi è naturale. Ma quando si va oltre no, non è accettabile.
I ritmi di lavoro ad esempio, sono estremamente diluiti nel tempo. Ci sono capi degli uffici la cui presenza è praticamente inutile. Ci sono uffici dove la presenza di un magistrato anche una, due volte in una settimana, e solo al mattino, costituisce l’intero compito svolto. Ci sono processi che vengono incamerati per la decisione e la sentenza emessa anche dopo un anno o più. Alcuni processi attendono 4, 5 anni solo per essere fissati.
Le ferie,ad esempio; a parte quelle normali, che si aggirano intorno ai due mesi annui, si consideri che il periodo natalizio e il periodo pasquale, più settimane bianche e permessi vari, portano complessivamente a circa un altro mese, mese e ½ di vacanze.
Come ci si può poi meravigliare della lungaggine dei processi e delle prescrizioni, nonché dei disastrosi danni economici derivanti dalla lunghezza dei tempi?
Come si possono individuare le colpe varie di tutto ciò altrove, prescindendo da tutto quanto sopra richiamato?
2) La rinunzia alla carriera facile.
Lasciando stare qui, in ossequio a quanto sopra premesso, ogni presa di posizione sulla separazione o meno delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti (questione peraltro cruciale in una materia dove si opera sulla libertà delle persone e i loro beni), quello che, a mio avviso, non va è che c’è una carriera automatica, per cui anche in presenza delle più indicibili ed eclatanti “bufale” (ne abbiamo viste in giro, e di clamorose; in altra sede sono disposto anche ad elencarle, evidenziando i posti che hanno poi occupato i magistrati che se ne sono resi artefici) si prosegue nei gradi, senza nessun rallentamento (almeno) e si occupano anche poltrone importanti; una carriera, tra l’altro, che non prevede alcun obbligo, ma l’assoluta rimessione alla sensibilità del singolo di attività di aggiornamento professionale, confronto ecc., la possibilità indifferenziata di passare dalle funzioni civili e quelle penali e viceversa senza alcun bagaglio di specifica esperienza, l’assoluta mancanza di valutazione di idoneità (che manca tra l’altro, anche sull’idoneità in generale a svolgere le funzioni di magistrato, per cui quest’ultimo potrebbe, come si è anche visto, continuare a rimanere al suo posto, anche in presenza di intervenute turbe mentali), basta solo non essere incappati in dissapori interni all’ufficio, contrasti con i capi ecc.
3) La rinunzia ai controlli disciplinari pilotati o meramente corporativi.
E’ bastato che De Magistris e Forleo toccassero interessi di casta per essere subito drasticamente colpiti da procedimenti disciplinari. Sì è dovuto aspettare che si mettesse in aspettativa per malattia e si iscrivesse ad una regata di vela per dare un leggero colpettino ad una magistrata svogliata.
I vari magistrati pigri, svogliati, divulgatori di segreti istruttori ecc. se e quando vengono incolpati, vengono sistematicamente assolti. I magistrati “scomodi” vengono colpiti spesso facendo leva su episodi assolutamente marginali del tipo ritardo in udienza, una dichiarazione non confacente, una opinabile irregolarità su un atto ecc.
4) La rinunzia alla deresponsabilizzazione per i provvedimenti adottati.
Non è più accettabile oggi, è anacronistico e mistificatorio nella individuazione di interessi collettivi che si pretenderebbe di tutelare in tal modo, che i magistrati non debbano rispondere degli errori commessi nello svolgimento del loro lavoro.
C’è una legge, peraltro ormai abbandonata, sulla responsabilità dei magistrati, che espressamente contempla che questi ultimi non possono essere chiamati a rispondere per le loro valutazioni, di fatto e di diritto, nei provvedimenti, ancorché rivelatesi erronee. Allora a che serve?

Concludendo che cosa si richiede, in ultima analisi? Una presa di coscienza.
Una funzione difficile e delicata come quella giudiziaria non può essere svolta con spocchia e arroganza, livore a volte, volontà di incutere timore e gratificare la propria vanità, smania di sopraffazione, arrivismo, protagonismo, ma richiede buon senso, calma, serenità, controllo degli eccessi, apertura nel prendere in considerazione le vicende dei piccoli cittadini, gli umili, la massa intrecciata e dolente di istanze di base, la disponibilità al dialogo con le altre componenti sociali per riassestare e migliorare l’ordinamento giudiziario.
Per ottenere tutto questo occorre decisamente cambiare registro, proprio come motivazione, come impegno nello svolgere e nell’apprendere il lavoro di magistrato.
Quelli sopra tracciati possono essere alcuni binari per questo scopo.
Ringrazio e invio i migliori saluti.

sabato 19 gennaio 2008

I' SO' PAZZZ....

GESU'! QUA VERAMENTE CI STA DA USCIRE PAZZI!
Un'altra frangia di tupamaros appiattiti e mimetizzati nella magistratura ha rinviato a giudizio Berlusconi! Per che cosa poi? La solita trita, banale e obsoleta "corruzione" (chi sa poi perché TG5 ha snobbato la notizia).
Ma insomma! Lo volete capire o no che questa è gente perbene? C...o!
Dice bene Casini, commentando la sentenza con la quale Cuffaro (che peraltro si è dichiarato soddisfattissimo del risultato e pronto a riprendere a lavorare alacremente, al suo posto di Presidente della Regione Sicilia, con serenità come sempre) è stato condannato a 5 anni di reclusione: "finalmente anche un tribunale si è accorto che è una persona perbene!". Se fosse stato condannato a 20 anni sarebbe entrato nello slogan "Santo Subito".
Ma forse non ho capito bene, o mi sono perso qualcosa, io poi so' campagnuolo di paese, come... quello là... (so' di Maddaloni che è una specie di Ceppaloni un po' più grande ma meno importante), certe finezze non le colgo.
Il C.S.M. per bocca del v.pres. Mancino ha "condannato" De Magistris (che era contro Mastella). Ma Mancino non era quello che aveva espresso solidarietà a Mastella contro i magistrati? E poi ha "giudicato" De Magistris? Lo poteva fare? Non c'è anche qui un conflitto di interessi? Dove è finita la terzietà del giudicante?
Boh... io quasi quasi mi vesto da Napoleone (tanto siamo prossimi a Carnevale) e giro per strada declamando "Essere, o non essere, questo è il problema." (Amleto di Shakespeare, atto III scena 1, carissime Giovani Speranze della Patria!)

mercoledì 16 gennaio 2008

GIOIA! GAUDIO! TRIPUDIO!

Dopo tante orribili notizie in questo tormentato inizio d’anno:
la contestazione del Papa (ho visto con i miei occhi, come non avrei mai creduto, D’Alema e Musso quasi venir meno dal dolore, e Napolitano più allampanato del solito, notoriamente sfegatati sostenitori storici del Clero), il rapimento, da parte di frange di tupamaros annidate nella magistratura (del resto Mariano "o' frangia" detto anche facci sognare (*), si sa, è il «Che» dei Mazzoni), della mitica Sandra (tenuta in ostaggio e banalmente inchiavardata a casa sua, anziché nel classico e tradizionale reparto femminile, per umiliarla di più),
finalmente una bella notizia! L’AMORE trionfa sul POTERE, addirittura sull’onnipotenza!
Lo ha pubblicamente, e a viva voce, dichiarato a tutta l’Italia, e, in definitiva, al Mondo intero, il biondo (biondastro o biondazzo) faccione semovente (gloria imperitura per la magnifica donna della sua vita, delle cui gesta, ovviamente, il predetto non sapeva nulla).
Sembra di essere tornati ai favolosi anni ’70, agli anni della gioventù, ai tempi di “Porci con le ali” (oggi sarebbe "Porci con la zavorra").
Ma più di ogni altra cosa, mi hanno sciolto il cuore gli applausi in Parlamento, un’ovazione, un diluvio, tutti ad applaudire, non l'”onnipotente”, ma l’Amore che trionfa sulla materialità e sulla politica, sulle intercettazioni e gli intrallazzi, sui privilegi e la monnezza. Vivaddio sono fiero di loro!
Allora non si soffre invano! Allora il tempo è galantuomo! La nostra generazione ha dato vita ad un parlamento di Figli dei Fiori.
Al grido di l'amour au pouvoir, anzi, in questo caso, le pouvoir à l'amour [(il) più dell'imagination], la nostra Europa, l’Europa dei nostri Padri, che non ha potuto degnamente onorare la Primavera di Praga, si appresta ora, commossa e trepidante, come nei film Luce, a celebrare la Primavera di Ceppaloni.
W l'Italia!
(*) come a suo tempo il Tonino nazionale, poi ci siamo tutti bruscamente svegliati, ma lui no, ha continuato alla grande il suo american dream, e che dream! Maria', francamente siamo un po' fuori tempo massimo secondo me, ma se ti ci potessi infilare anche tu in quel dream, faresti un "colpaccio" mica da ridere!
Certo è che, dopo tangentopoli, non se ne parla proprio più di corruzione, è praticamente sparita dall'Italia.

martedì 15 gennaio 2008

DI GRAZIA

Ma chi cazzo sono?
Franceschini, Russo Spena, Brutti, Crisafulli, Giovanardi, Matteoli, Landolfi, Cerruti, Finocchiaro, D'Elia, Villetti, Donadi, Fabris, Vito, Rotondi, Ronchi e perché parlano sempre?
Ma soprattutto, che cosa dicono? Atteso che la loro voce afona ai microfoni è sistematicamente sostituita da quella dello speaker che interpreta, asseritamente in modo più o meno conforme, il loro pensiero?

sabato 12 gennaio 2008

IO... QUASI QUASI... STO COI POLITICI ITALIANI

In fin dei conti è una forma di pietas.

Essi (con esclusione categorica degli oltre misura, irrecuperabili, impresentabili, pervertiti, depravati, voraci, cannibali, assatanati), diciamo la fascia che va dallo sparuto gruppetto dei sostanzialmente accettabili ai normali incapaci, nullafacenti, clientelari e corrotti, si trovano in una situazione assolutamente singolare e fortemente imbarazzante. I poverini si rendono conto dell'assurdità dei privilegi di cui godono a fronte della miserabile caratterizzazione della loro funzione e reagiscono in modo stereotipato e grottesco.
Ormai andata l'era della realtà, o delle realtà, belle o brutte che fossero, chi è peggiorato di vista, chi ha perso i capelli, chi è incanutito di fronte al simulacro, o, meglio, lo spauracchio, lo spaventapasseri dei 'massimi sistemi', e non finisce qui.
Si trovano un po' nella stessa situazione di quei nobili d'oltralpe che, alla vigilia della rivoluzione francese, si rendevano conto dell'insostenibilità delle loro posizioni (tant'è che poi molti di loro passarono dalla parte della rivoluzione), e non sapevano che cosa fare. In genere si comportavano in modo da essere più realisti del re ed enfatizzavano l'origine divina delle loro ricchezze, l'orribile qualificazione di qualsiasi aggressione o messa in discussione della loro classe, elevavano sull'altare della gloria qualsiasi operetta elogiativa delle loro ridicole gesta, e così via.
La rivoluzione, in definitiva, fu una liberazione anche per loro.
I "nostri", e ovviamente i loro lacchè, che cosa fanno istintivamente, fedeli osservanti della disciplina e dell'autoregolamentazione, instancabili portatori di facce di tolla?
Carini, teneri, commoventi nella loro tenacia, non sapendo che pesci pigliare, fingono di "crederci".
Guardate che grinta (per la verità, ultimamente un po' malandata), e come tuona Bossi, blandito dai prevosti del nord, novello Alberto da Giussano, contro il Barbarossa, il marito della signora Mastella [proprio lei, la bella americana o l'americana bella - quante tonnellate di monnezza si smaltirebbero, bella signora, solo con quello che ci costano le 2 auto blindate e i 4 uomini di scorta con cui lei se ne va (se ne andava - aggiornamento del 16.1.08) a zonzo per la città, a fare shopping e a giocare a burraco?] sembra un pesce palla quando viene intervistato, tanto si gonfia della sua autorevolezza, il mascellone di Vespa tocca quasi terra dalla seriosità quando parla di Iraq, morti ammazzati, diete ipocaloriche con i "soliti" ospiti, è arcipronto, secondo me, a fare il salto della quaglia, dovesse succedere il fattaccio, Sgarbi si fa la barba con la bava, quando schiuma rabbia, e c'è chi pure gli da retta, secondo me è maturo per l'Isola dei Chiacchieroni (una sottomarca dell'Isola dei Famosi), Ferrara dimagrisce a vista d'occhio, diventando atletico e bello, smilzo proprio, come un cinemascope ristretto, alla luce della spiritualità e della passione, quando proclama i suoi giudizi e indice le sue campagne moratorie, Riotta trasuda sana e matura americanità (ma che c'entra lui? Giustamente Mieli è più inglese), si salva Fede perché è paradossale, mente dichiarandolo apertamente, allora mente o non mente? Casini si corruccia fin quasi ad implodere quando affronta temi vitali della società, di cui nessuno ha capito niente, lasciando perdere il grande contenitore dell'uomo-vate [vedi Cicchitto, Rizzo, Bianco, Alemanno, Frattini, più all'interno, di nicchia, la magnifica colonia dei figli dei Celti, Castelli, Borghezio, Calderoli (se puoi dire "figli dei fiori" che appartengono al mondo vegetale, puoi ben dire "figli dei Celti" che appartengono al mondo animale - nel senso di dotato di anima), Dell'Utri the untouchable e aiutatemi a dire che manco li conosco per nome], e quello della donna-vogue (v. la nipote di nonna Rachele, quell'altra lì, la tipa dei pollastrini, la spregiudicata Santanchè, l'afona Jervolino, la fondatrice, addirittura, della Casa della Libertà, e via primeggiando), Bertinotti è decisamente colui che sa e sa, sa, sa... è schiacciato di sapere questo qua, come sotto uno schiacciasassi, pure Fini sa, sa e sa, ma sanno cose diverse 'sti due, perché quest'ultimo, a differenza del primo, si eleva come una mongolfiera e quasi scoppia nella stratosfera, va be' i leaders sono leaders, tralasciamo qui i cavalli di razza, che meritano ben altro spazio e più appropriata cernita di attribuzioni, Di Pietro, ora che non sgrammatica più, sgrammatica più che mai per farsi capire, Pannella, pure lui ci ha le moratorie, tra l'altro vanno bene, ma è incazzato nero, ma... nero... nero... nero... di suo, quasi da rotolare nel cesso, dove sublima tutti i suoi digiuni, sorsate di piscio e deiezioni varie, gli occhi di Rutelli e di sua moglie, delicata come una palombella, bucano lo schermo e quasi le pareti di casa, resi caustici dalla febbre e dalla sete di giustizia, libertà, solidarietà, quel Pecoraro Scanio... visto che faccia? Un "verde" che incappa nella morsa della monnezza è paradossale, è surreale; sarebbe, che so, come se il ministro della giustizia incappasse nelle maglie della giustizia... e via così, chi più ne ha più ne metta.
Che cosa possiamo fare per questi nostri connazionali in grave difficoltà, che tacitamente, ma in modo estremamente evidente, chiedono interventi rapidi, un aiuto deciso? Non credete sia il caso di liberarli al più presto, e una volta per tutte, dagli incubi sopra descritti?
(V. anche sul blog di Beppe Grillo, al post "Vedi Brescia e poi muori" del 12.1.08, mio commento del 13.1. ore 12,28 "E basta co' 'ste storie!")

venerdì 11 gennaio 2008

LA LINGUA, come tutto, SI EVOLVE

NAPOLI 2007/2008
Piazza San Domenico maggiore


Questo non è, oggi, un albero di Natale fatto con bottiglie di plastica vuote

BENSI'

l'albero d'a munnezza.

MA DI CHE COSA ESSO E' SIMBOLO?

Della capacità e volontà di reagire al degrado e alla rassegnazione, come quel gruppetto di giovani musicanti, tra cui studenti e studentesse del conservatorio di S. Pietro a Majella, che con allegre note di strumenti a fiato e a percussione, accennando a passi di danza, ho visto percorrere via S. Biagio dei Librai per poi risalire via S. Chiara, tra passanti e turisti commossi e plaudenti, sfida di cultura, di rifiuto di nicchie e compromessi, ventata di fresca e pura gioia di vivere;

oppure

della resa e della accettazione di non poter più risorgere, come gli scalmanati, certamente collaterali o sodali della camorra, che hanno tentato di opporsi con estrema violenza ai primi sforzi di rimuovere la monnezza e cercare di ripristinare la normalità, e si sono fortemente prodigati in incendi e lancio di bombe-carta sui cumuli di rifiuti, osteggiando i vigili del fuoco?

ai posteri l'ardua sentenza!

martedì 8 gennaio 2008

DIO e BABBO NATALE

Babbo Natale è un sentimento, un'astrazione, un ideale, un concetto, la messa in atto di un sogno, una esaltazione dello spirito (indipendentemente dalla inerente storiografia pratica e concreta, dalle sue origini, e di quelle dei suoi derivati, a tutt'oggi, e dalle sue immagini, statuette, più o meno kitsch, icone, rituali; situazioni tutte riscontrabili anche nelle Religioni), come tale quindi, non è un trucco e cioè falsità (i trucchi portano male, Babbo Natale, invece, porta bene), bensì vero e reale.
Altrettanto può affermarsi con riferimento alla Divinità.
Il problema cari nonni è che, giunti allo spartiacque con la razionalità (massima possibile espansione e limite invalicabile sia per quanto riguarda Babbo Natale che la Divinità), i nipoti continuano a credere a Babbo Natale ma ciascuno di loro è convinto, in modo assoluto, integralista e radicale, che il proprio nonno sia Babbo Natale; conseguentemente in un consesso di nipoti, si capisce bene come, su questo punto, può finire a botte o a rissa. Poco male trattandosi di bambini.
Ora, riportando tutto quanto sopra a proposito della Divinità e degli uomini, se ciascuno è convinto che la propria Religione sia l'unica vera e reale e che, per questo, gli appartenenti ad altre Religioni siano nemici da abbattere, dato il differente potenziale di aggressività e violenza, l'orizzonte che può presentarsi è solo quello di distruzioni, morte, calamità, gravi nefandezze.
Ma gli uomini hanno autorità, esperienza, capacità elaborative, potere decisionale di gran lunga più imponenti rispetto ai bambini. Si auspicherebbe, quindi, a parte la reciproca tolleranza e l'imperativo categorico per cui dovrebbe avere carattere di sacralità la libertà di ciascuno di seguire il proprio credo o non credere, si sia convinti o non convinti dell'assoluta verità riposta unicamente nella propria Religione, o nel proprio ateismo, o semplice laicità, una visione d'insieme più distesa, matura e profonda, per cui, nell'ambito generale e universale del trascendente e del Divino, possono esistere varie Religioni o non-Religioni, varie interpretazioni, modi di aspirare al soprannaturale, o, comunque, realizzare la propria dimensione umana, che, come rivoli, o fiumi, conducono ad un unico bacino.
Questo gioverebbe molto alla vita dell'Umanità, senza intaccare di una molecola tutto ciò che rappresenta la Divinità, ma anzi rendendo ad essa il più alto riconoscimento e onore.

sabato 5 gennaio 2008

C'E' CHI HA ROVINATO IL MONDO

Ma iniziamo l'anno nuovo pensando positivo.
Montanari
Campagnoli
Marinai
Artisti
I comignoli, i castelli, i granai, le aie, le stalle, le legnaie, le penne, i pentagrammi, le crete, le tele, le reti, le fontane, le vanghe, i picconi, le corde, i martelli, le accette, i cascinali, le borgate, le piazze, i frantoi, i vigneti, i solchi degli aratri, i fili d'erba dei pascoli, i remi, le vele, le sirene, le tavole, i tetti, i palcoscenici, i canti lontani e i cori sotto le stelle sono i meridiani e i paralleli della salvezza del Mondo.
Ringrazio Guido e Antonella che mi hanno fatto conoscere Casaprota e i monti Sabini.