mercoledì 24 settembre 2008

La LETTERATURA e la VITA REALE

Se si legge un buon libro si scoprono molte cose della vita reale anche se ti porta molto lontano da essa, a volte anni-luce.
Sulle persone, ad es. se in letteratura si trovano persone vuote e ambigue, vuol dire che esistono in realtà intorno a noi; e se in letteratura si afferma che esse sono, a volte, molto vicino a noi, molto più di quanto non immaginiamo, anche se non ce ne accorgiamo, almeno non del tutto, significa che è vero.
Come reagire?
Personalmente posso dire che sorge spontaneo e si realizza in me il DISTACCO (v. infra) da quelle persone che reputo ambigue o vuote (ferma restando la naturale fallacia del giudizio in concreto sulle persone, che alberga in ognuno di noi, oltre alla intuitiva relatività dei concetti, per cui, come sosteneva Pitigrilli, esiste sempre il mio, il tuo "imbecille", non l'imbecille assoluto, anche se... è ben difficile che possa essere ingannato l'istinto).
MORALE
Secondo me bisogna leggere molto (tuttavia non moltissimo, aderendo al suggerimento di Nietzsche, onde non perdere la propria identità); comunque molto di più di quanto adesso non si faccia, specificamente in Italia.

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