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domenica 3 febbraio 2008

LETTERA (virtuale) AI MAGISTRATI CHE SI OCCUPANO DI INDAGINI

E' molto diffusa, tra i magistrati che svolgono la fase istruttoria, nei processi penali, la tendenza a chiudere al più presto le inchieste complicate, rognose, senza prospettive di successo, molto elaborate e non aventi alcun risalto di mass media.
In genere non è per cattiva volontà, o non è solo per questo, bensì per una specie di calcolo "economico" sulle energie da impiegare, una sorta di "politica processuale": se le previsioni sono l'impiego del massimo sforzo per un risultato che dire "minimo" è poco, addirittura "nullo", senza che vi sia neanche un qualche collaterale beneficio, come il riconoscimento pubblico, non è forse meglio utilizzare le forze di cui si dispone per il raggiungimento di qualche altro obiettivo di giustizia di alta levatura, utile e gratificante?
Sono stato per molti anni Pubblico Ministero e, successivamente, avvocato penalista, professione che ormai, ahimé, ancora una volta da molti anni esercito, questo mi dà titolo per svolgere alcune considerazioni, senza peraltro alcuna pretesa impositiva o professorale, solo qualche accettabile o non accettabile suggerimento:
Cari ex colleghi non abbandonate quelle indagini, non buttatele via, non operate, stringi, stringi, stringi, fino a soffocarle; se fate questo perché non ci credete, non lasciatevi prendere da questo sentimento, dalla frustrazione e dallo scoraggiamento (o più terra-terra dalla voglia di fare altro, piuttosto, "chiudere per ferie", "dedicarsi alla famiglia", ecc. lo rinfaccerebbe ad altri chi, essendosi così comportato, si trovasse, poi, a dover subire scelte del genere), se è per una migliore organizzazione dell'ufficio, lasciate perdere questi propositi che sanno di "burocratico", il lavoro è affermazione della coscienza e dell'intelletto, non è "risultato", è soddisfazione delle attese di un cittadino qualunque, ciò che anche noi "addetti ai lavori" siamo, non è "statistica".
Continuate, continuate a lavorare attorno a quei casi "che nessuno vorrebbe trattare", anzi mettetecela tutta, non lasciatevi allettare dalle eventuali sollecitazioni di chi (avvocati, collaboratori stanchi o pigri ecc.) è interessato a chiudere, infossare, togliere di mezzo, perché molto spesso proprio lì è collocata la risposta più qualificata e ponderosa alla domanda di giustizia, proprio lì è il bisogno, la speranza, la richiesta umile ma accorata e fiduciosa di giustizia, che non può essere delusa senza poi abbassare lo sguardo, proprio lì sono collocate le maggiori soddisfazioni professionali (quelle che si sentono dentro, nell'intimo, a prescindere dai mass media); si pensi alla morte più o meno "accidentale" di una persona cara, una figlia, una madre malata, alle relative ripetute istanze di parte (ma dovrebbe dirsi di anime in pena, familiari, persone affrante dal dolore) che si fa fatica anche a leggere, si pensi a torti subiti sulla persona, su un modesto patrimonio, sulla dignità che, a volte, è l'unico bene che si possiede, per prepotenza, avidità o consapevolezza di farla franca, le cui prospettazioni, troppo farraginose, lunghe e contorte, vanno subito nel dimenticatoio o all'archivio, si pensi a perdite, a volte gravose, di beni e danaro che, per come sono state provocate, risultano così intrecciate, cavillose, diluite nel tempo che, solo a ricostruirle ci vorrebbe tanto di quel tempo e impiego di mezzi e persone che, quasi quasi, il rimedio sembra più oneroso del danno (una valutazione questa che fa anche chi viola la legge).
Questo è il lavoro, l'hobby è un'altra cosa. E viene riconosciuto come tale da chi ne è partecipe (collaboratori, utenti, colleghi, avvocati ecc.) anche se, per malasorte, nonostante tutti gli sforzi e l'intelligenza investigativa impiegata, non si dovesse approdare ad alcun concreto risultato.
Credetemi sulla parola e sull'esperienza (e faccio, certo, ammenda anche di vecchie cose), o, almeno, rifletteteci su.
Grazie dell'attenzione per le mie poche righe su questo "scomodo" argomento e, dichiarandomi sempre pronto a discuterne, porgo i migliori saluti.

1 commento:

Anonimo ha detto...

O.K.