martedì 9 dicembre 2008

LIBERA CHIESA IN LIBERO STATO




Può considerarsi che non sarebbe una pia bufala, questo slogan del Cavour se ci fossero statisti ferrati.
Su questo, evidentemente, si faceva affidamento, ai tempi; ma oggi, con i quaquaraqua che ci sono in giro, e non vedo un pelo di differenza tra Destra e Sinistra, l’unica preoccupazione è quella di “non far dispiacere il Santo Padre” cominciando dalla copertura delle pudende negli affreschi storici dei Palazzi di Stato.
E così è per l’aborto, per le unioni omosessuali (sul divorzio la Chiesa sembrerebbe aver fatto un po' marcia indietro - ma ce n'è voluto!), per il mantenimento artificiale in vita delle persone in coma profondo irreversibile, il Crocefisso sulle pareti negli Uffici Pubblici, quello che dovrebbe essere lo studio delle Religioni (e non “l’ora di Religione”) nelle scuole, la facoltà di dare il cognome materno alla prole, la consegna alla Giustizia Ordinaria dei preti pedofili , l'esclusione di qualsiasi controllo sulle attività speculative del Vaticano (IOR docet), l'acquiescenza dei media e delle Istituzioni circa i proclami altisonanti e il populismo di maniera della Santa Sede su umanitarismo generico, e l'assordante silenzio su fenomeni a dir poco raccapriccianti (il colera nello Zimbabwe, ad es. che miete centinaia, forse migliaia di vittime, oggi, nel XXI secolo) e così via.
Ora, quando è così per quelli che dovrebbero essere gli elementi caratterizzanti e irrinunciabili della personalità dello Stato, figuriamoci che accade per le questioni più specificamente attinenti alla funzione pubblica! Allora dov’è lo Stato quando bisogna affrontare la crisi economica, la crisi dei valori, le crisi istituzionali, la crisi della giustizia?
VEDI le Procure della Repubblica che si arrestano vicendevolmente, un solo uomo che tiene sotto scacco l’intero parlamento sull’apparato mediatico (ma potrebbe accadere altrettanto su altre questioni), la ventilata e mai attuata riduzione del numero di parlamentari, così come l’abrogazione di enti inutili e succhiasoldi (le Province ad es.), l’aumento inqualificabile di stipendi e prebende a parlamentari, portaborse ecc., e aggiunte di privilegi a privilegi, lo sfacelo della Pubblica Istruzione e dell’Università, i brogli nei concorsi, nelle consulenze e nei lavori pubblici, il rincorrersi di ricatti, corruttele e prostituzioni nell’informazione, nello spettacolo e nei più svariati apparati istituzionali, tanto da far rimpiangere la vecchia “raccomandazione”, le mancate dimissioni a go go da qualsiasi poltrona non sia poco poco sgangherata, dalle poltroncine alle sedie gestatorie (vedi Napoli… e poi muori) e incatenamenti vari, l’elefantiasi della Pubblica Amministrazione, e che dire di stipendi e liquidazioni da capogiro in un Paese dove TUTTI dicono “non si arriva a metà del mese”?
Parlo da cattolico osservante. Essere cattolici non significa riconoscere la legittimità in capo alla Chiesa né di ricchezze e potestà satrapesche rispetto al contesto generale dell'Umanità, né della sua oppressiva ingerenza negli affari interni degli Stati.
A proposito di libera Chiesa in libero Stato… che Dio ce la mandi buona!

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