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domenica 19 luglio 2009

dei diritti e dei doveri

A quanto pare in questo Paese si è proprio persa la bussola del senso comune nei rapporti sociali (il minimo al di sotto del quale non si dovrebbe mai scendere).
Allora? Bisogna ricominciare da quando si insegna ai bambini che non si mangia a mani nude ma con le posate?
L'uomo pubblico, che, di qualunque partito sia, ha, certo, il DOVERE di salvaguardare e promuovere il futuro della vita della comunità e fare del suo meglio di fronte ai problemi imposti da situazioni critiche endemiche o improvvise, internazionali o interne, con attività (ancorché non condivise da alcune o più parti) poste in essere in buona fede, secondo canoni ritenuti accettabili in quanto frutto di studi, riflessioni, approfondimenti, confronti e quant'altro, ha d'altronde il DIRITTO di trarre, dalla sua posizione, i personali vantaggi consentiti o tollerati da leggi, regolamenti, usi non contrastanti col comune sentire, senza travalicare i limiti di buon senso, correttezza, decenza ecc.
Il cittadino ha il DIRITTO di criticare, valutare negativamente, protestare anche in modo aspro e deciso con riferimento a ciò che accade sotto i suoi occhi, secondo la sua libera interpretazione, ricredersi, motivare i suoi giudizi (se vuole), e così via, senza alcun limite se non quello di recedere di fronte ad eccessi intollerabili dalla sua coscienza e intelligenza, prima che dall'ordinamento, dal corpo sociale e dal contesto generale. Nondimeno ha il DOVERE di attenersi a criteri di civiltà, rispetto dell'altrui incolumità e diversità di opinione, degli altrui sacrifici, nella vita individuale, familiare, lavorativa, sociale.
Se tutto questo è il minimo (lasciamo stare tematiche come i rapporti con il Fisco, l'onestà intellettuale sul lavoro e sulle contrattazioni ecc. che già ci spostano verso livelli di maturazione concettuale della civiltà più alti), che cosa bisogna concludere?
Che effettivamente in Italia siamo (ben) al di sotto del minimo, ahi noi!

sabato 11 luglio 2009

G8

Il G8 a l'Aquila (per quel che vale il G8) è stato un evento di grande successo sotto tutti gli aspetti, anche quelli delle contestazioni e dei toni. Va riconosciuto.
Onore al merito.
E gli amori sorti e stracciati dopo il G8?
Tutto è stracciato dopo il G8.

venerdì 10 luglio 2009

Perché partecipare alle commemorazioni fa ringiovanire?

E' un rovescio di medaglia.
Questa mattina ho partecipato alla commemorazione dell'avv. Giorgio Ambrosoli, nel trentennale della morte, ucciso l'11 luglio 1979 per mano della mafia dai colletti bianchi, tipicamente italiana, senza che da allora nessun concreto passo avanti sul piano delle indagini sia stato mosso.
Questo è molto triste e, a sua volta, tipicamente italiano.
Sentir dire "a 30 anni dalla sua scomparsa il ricordo e l'impegno di rendergli giustizia sono più che mai vivi" fa un certo effetto.
Stragi, uccisioni, misteriosi delitti ultraquarantenni se non ultracinquantenni, trentennali e trentacinquennali, regolarmente e passivamente irrisolti sono una mostruosità.
Si sente dire ordinariamente a queste commemorazioni "a 50 anni, 45 anni ecc. è più che mai presente la domanda di giustizia ecc." fa impressione, atterrisce, fa sentire un'impotenza insuperabile e gravata da altezze vertiginose di potere e malaffare che mai si riusciranno ad abbattere, però... ed ecco il rovescio della medaglia... fa sembrare che il tempo non sia passato.
Si alternano oratori commossi vecchi, appartenenti alle epoche considerate, che avevano, allora, i capelli neri, biondi, il cuore saldo, ed ora incanutiti ripercorrono passi già fatti come se il tempo non fosse trascorso e oratori giovani, che hanno solo sentito parlare di quanto accaduto, in un contesto in cui appaiono quasi coevi dei primi.
Questo è grottesco; il tempo trascorso non ritorna. Ne parlo in modo provocatorio perché ancora più grottesco e assurdo è che casi che avrebbero dovuto essere risolti, se ci fosse stato adempimento di doveri istituzionali, diligenza e onestà intellettuale, in pochi mesi, restano invece aperti per anni, al punto tale da fermare addirittura il tempo; giacché se fossero stati regolarmente condotti in porto, dopo un po' non se ne sarebbe più parlato; come dovrebbe avvenire in una sana Democrazia, con buona pace di chi invecchia più o meno precocemente, secondo quello che è il suo personale vissuto, che ben poco, in linea di principio, ha a che spartire con la vita sociale.

Questo sistema, viceversa, così com'è, e come sopra inquadrato non ha nulla di buono.

lunedì 6 luglio 2009

SCOOP

Fonti non autorizzate lo danno per certo:
Sarebbe imminente, più che un rimpasto (i tempi moderni impongono una evoluzione anche del linguaggio) uno scambio governativo. Mara Carfagna andrebbe al Grande Fratello al posto di Noemi Letizia che la sostituirebbe al dicastero che, con l'occasione, cambierebbe anche il nome - modernità vuol dire anche duttilità e rinnovamento - non più "pari opportunità" ma pari paternità.
La notizia avrebbe riempito di sano ottimismo il popolo italiano, più del preannunziato licenziamento di 500.000 badanti, grazie al quale aitanti volontari si sarebbero già messi alacremente e gioiosamente al lavoro in molte città italiane per predisporre le necessarie bare per il prevedibile anticipato decesso degli affezionati ma inutili vecchietti e vecchiette, le cui abitazioni sarebbero già in predicato per essere riconvertite in comode e allegre garçonnière.
Napolitano curiosamente dissente.

venerdì 3 luglio 2009

Quanto so' ridicole tutte 'ste beghe nel P.D.!

PERCHE'?

Le lobbies non si toccano.
Tutto il resto è miseria.

mercoledì 24 giugno 2009

Briciole di esperienza sulla criminalità organizzata

Gli arresti e le operazioni di polizia certamente indeboliscono la criminalità organizzata, a differenza di regolamenti di conti e ammazzamenti reciproci all'interno di cosche e clan che ne mettono a punto l'incisività, la potenzialità aggressiva e l'assetto di potere e, pertanto la fortificano; ma è come la monnezza, se non si provvede a creare un sistema virtuoso e preventivo, si riforma subito. Non si può continuare in aeternum a buttare monnezza per le strade o sui pavimenti e poi ripulire, sporcare e pulire, sporcare e pulire; prima o poi si deve fare in modo di non sporcare più o, almeno sporcare poco.
In altri termini fin quando la risposta alle organizzazioni di stampo mafioso non sarà di carattere sociale, economico e politico, o meglio la politica non si farà carico molto di più di quanto adesso avvenga, di dare una risposta seria e responsabile ai fenomeni indicati, mettendo mano alle leve di una giusta conduzione del Paese che tenga conto degli squilibri segnalati appunto dai fenomeni mafiosi, e si limiterà a mandare uomini armati, provvedimenti restrittivi, sirene, mitra e pistole, ma fossero anche carri armati , bombe e bazooka, ancora una volta... stamm' semp' lla'!

lunedì 8 giugno 2009

I PARADOSSI DELLA VITA PUBBLICA ITALIANA (laddove anche questo è un paradosso)

Vista la disfatta dell'ultrasinistra nel suo insieme, alle ultime consultazioni, amministrative ed europee, in Italia, può considerarsi che, in tutto, facciano ormai parte di questi schieramenti, non più di 5 - 6000 persone; ora, atteso che la maggior parte dei giudici, a quanto pare (dato proveniente da fonti governative), sono "militanti dell'estrema sinistra" (come si spiegherebbe altrimenti che certi VIP incappano sempre in quelli?), e ritenuto che, in tutto, i giudici, in Italia, sono non più di 8 - 9000, per cui il riferimento alla "maggior parte" di cui sopra può tranquillamente stimarsi, a lume di logica, appunto intorno alle 5 - 6000 persone, non resta che concludere che l'intero corpo elettorale dell'ultrasinistra alle ultime consultazioni era costituito da giudici. Gli altri potenziali sostenitori, inesistenti... in ordine sparso altrove.
La "nicchia" dunque sarebbe questa?
Può anche essere. Perché no? E qualche meeting più affollato può agevolmente spiegarsi, oltre che tenendo conto di parenti e conoscenti, con la presenza di ufficiali giudiziari, commessi e cancellieri che, come al solito, ascoltano ma poi non votano. Tutt'al più si buttano a dx.